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Vitaliazi allineati all’età della vecchiaia e non cumulabili: ecco la proposta PD

Pruccoli lancia la riforma delle indennità degli ex consiglieri regionali. Tagli progressivi per chi sceglie di riceverla prima della soglia avendo compiuto i 60 anni.

 

Parificazione dell’età di accesso al vitalizio – attualmente fissata a 60 anni- con quella richiesta ai dipendenti pubblici per la pensione di vecchiaia.
In alternativa riduzione dell’indennità in rapporto all’età degli aventi diritto.
Divieto di cumulo con altri assegni previsti per gli eletti al parlamento nazionale o europeo o di consigliere o assessore di un’altra Regione.
E ancora, temporanea riduzione dell’assegno per i vitalizi già in pagamento.
Il tutto al fine di ridurre la spesa pubblica e poter indirizzare i risparmi ad investimenti per sicurezza, imprese e lavoro.

 

È quanto prevede il progetto di legge dal titolo “Misure di riduzione della spesa e destinazione dei risparmi, continuità con la legge regionale 12 marzo 2015, n. 1” presentato da Giorgio Pruccoli (primo firmatario) e da altri consiglieri del PD.

 

Il testo introduce modifiche alla disciplina che regola le indennità di vitalizio per gli ex consiglieri regionali in carica nelle passate legislature (per quelli attualmente in carica i vitalizi sono stati aboliti, ndr) a partire dal compimento del sessantesimo anno di età.

 

Con la modifica introdotta nel progetto di legge si avvia l’innalzamento dell’età a quella che devono avere i dipendenti delle pubbliche amministrazioni per poter percepire la pensione di vecchiaia.
In caso contrario, a partire dal primo gennaio 2017, al compimento del sessantesimo anno di età gli ex consiglieri che abbiano maturato il requisito per poter ricevere il vitalizio potranno percepire un assegno di importo diminuito in modo permanente del 3% per ogni anno mancante per arrivare all’età prevista per la pensione di vecchiaia.

 

Per gli ex consiglieri che invece già percepiscono il vitalizio o per i familiari che ricevono l’assegno di reversibilità è poi prevista una temporanea riduzione degli importi nella parte che supera i primi mille euro. Tale riduzione si applicherà nell’arco del triennio 2017-2019 e agisce in modo proporzionale, con diminuzioni che vanno dal 6% ad un massimo del 12% per la parte che eccede i 3.500 euro.

 

Un’ulteriore modifica riguarda il divieto di cumulo dell’assegno vitalizio con altri istituti analoghi previsti per gli eletti alla carica di parlamentare europeo, di parlamentare della Repubblica italiana, di consigliere o di assessore di altra Regione. Le disposizioni del progetto di legge riguarderanno anche gli ex assessori della Giunta regionale.

 

I risparmi di spesa che saranno realizzati – si legge nel testo – “sono destinati prioritariamente al finanziamento delle politiche di sicurezza, legalità e qualità del lavoro, sostegno al microcredito per lo sviluppo dell’imprenditorialità, reinserimento lavorativo e inclusione sociale”.

 

Oltre a Pruccoli hanno firmato il progetto di legge i Consiglieri del PD Manuela Rontini, Paolo Calvano, Valentina Ravaioli, Marcella Zappaterra, Giuseppe Boschini, Alessandro Cardinali.

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