Comunicati stampa,  Politica

Un mio intervento sulla riqualificazione dell’area “Ponte di Tiberio”

C’è un filo rosso che lega la vicenda ‘locale’ dei lavori di riqualificazione nell’area del ponte di Tiberio a Rimini con quella ‘regionale’ della nuova legge urbanistica dell’Emilia Romagna. E se un osservatore distratto potrebbe archiviare il tutto come ‘dibattito’, in realtà nel mezzo ci sono indizi o vere e proprie prove che definiscono contorni molto meno nobili alla polemica.

Sorprende, e non poco vista la storia dell’associazione, il ricorso alla magistratura da parte di Italia Nostra per opporsi all’intervento che restituirà, dopo decenni di degrado, abbandono, pericolosità, il tratto del lungo porto di Rimini dall’invaso sino a Porta Galliana. Stupisce non solo per gli argomenti ma anche per i bersagli, il principale individuato nella Soprintendenza alle Belle Arti che ha autorizzato ed elogiato il progetto per i suoi obiettivi e soprattutto per la perfetta integrazione in un contesto delicato come quello di una serie di soluzioni architettoniche intelligenti e rispettose.

E’ un attacco aggressivo e volgare, che vuole chiaramente intimidire persone e i funzionari del Ministero dei Beni Culturali, ‘colpevoli’ di avere autorizzato un lavoro che fa rivivere l’area e la sua storia, tutelando in particolare le esigenze dei disabili, dei pedoni, di tutti coloro i quali non si rassegnano a vedere a Rimini zone ‘proibite’ e insicure. Va detto, poi, che nel caso specifico quell’intervento è finanziato anche con il contributo dell’Europa e della Regione Emilia Romagna, avendovi individuato un ‘modello’ di rigenerazione urbana innovativo e replicabile.

L’attacco di Italia Nostra a questo progetto è inspiegabile nella sostanza, a meno di non ricorrere – come fanno alcuni consiglieri comunali di Rimini – all’assunto ‘Italia Nostra a Rimini è contro a prescindere’. Vero? Non corretto? Diciamo che certe coincidenze, e qualcosa di più di certe coincidenze, fanno nascere più di un dubbio circa la collateralità (se non una vera e propria penetrazione) del Movimento 5 Stelle nella sezione riminese dell’associazione. Sede, recapiti telefonici, presidente, vice presidente, ex presidente… la vicenda recente di Italia Nostra a Rimini porta tutta in una direzione precisa e, a parti invertite, siamo sicuri che i grillini griderebbero alla luna e farebbero più di una interpellanza parlamentare in caso di sospetta vicinanza dell’associazione a esponenti del PD.

Il tema è complesso, e può essere allargato alle contrarietà verso la nuova legge regionale sull’Urbanistica, osteggiata non nel merito ma semplicemente nell’ideologia da parte di alcune associazioni il cui obiettivo di fondo sembra solo quello di contrastare il Partito Democratico piuttosto che fatti e cose tangibili.

Sarebbe auspicabile che Italia Nostra sgombrasse il campo, una volta per tutte, sugli innumerevoli ‘punti di contatto’ (o ‘conflitti di interesse’) che nella provincia di Rimini la legano a doppio filo ala galassia 5 stelle, così come più in generale sarebbe opportuno che i dibattiti si facessero sulla sostanza delle cose e non sull’antipatia politica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *