Comunicati stampa

Pruccoli (PD): “L’entroterra riminese è una perla da preservare e valorizzare”.

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Un’eccellenza a 360°. La Provincia di Rimini non ha deluso le aspettative nella prima metà del 2015, e a dimostrarlo sono i dati della domanda turistica negli esercizi ricettivi elaborati e pubblicati proprio dall’ufficio statistica provinciale. In particolar modo a spiccare, mostrando significativi miglioramenti rispetto all’anno precedente, le realtà dell’entroterra. Insomma Valmarecchia e Valconca sugli scudi con la prima a registrare, in termini di pernottamenti, un più 10,6 per cento e la seconda un più 3,4. Risultati non scontati che premiano il lavoro di chi si spende quotidianamente per la promozione di zone così ricche e vive.

 
Tra questi Giorgio Pruccoli, Consigliere Regionale del PD, che da Bologna (dove si trova per partecipare alla terza Commissione su Territorio, Ambiente e Mobilità) non nasconde la sua soddisfazione: “Siamo di fronte a miglioramenti davvero notevoli. – commenta il 47enne esponente del Partito Democratico – Alla luce dell’esperienza maturata in un decennio vissuto da Sindaco di Verucchio, e di conseguenza tenendo in considerazione i rapporti di collaborazione nati coi comuni limitrofi in quel periodo, posso garantire che non si tratta di un caso isolato. Anzi, vi sono tutti i presupposti per fare ancora meglio”.

 
Consigliere Pruccoli, come interpreta i dati pubblicati dalla Provincia?

 
“Solitamente quando si hanno tra le mani statistiche positive si rischia di abbandonarsi alla semplice soddisfazione, evitando di effettuare riflessioni accurate. In questo caso, se si vuole davvero comprendere il fenomeno turistico che ha visto protagoniste Valconca e Valmarecchia, dobbiamo approfondire la questione. I dati dell’entroterra nel mese di luglio registrano un segno positivo, di crescita, e dobbiamo considerare che si è trattato di un mese davvero povero di precipitazioni. Questo dimostra che i turisti non si recano negli altri comuni del riminese solamente per effettuare una gita o una scampagnata quando piove, e quindi non possono prendere il sole in spiaggia. Anche perché adesso, a catalizzare gli interessi dei vacanzieri in caso di maltempo, ci sono gli Iper compresi tra Savignano e Pesaro, passando per Rimini e Riccione. Insomma le persone, in continuo aumento numerico, scelgono proprio di pernottare nelle strutture ricettive decentrate rispetto alla Riviera. E’ evidente che siamo entrati in una fase nuova del turismo riminese, che ad oggi risulta essere diverso rispetto a come l’abbiamo concepito finora”.

 
Come si spiega un mutamento simile?

 
“Già nei miei dieci anni da Sindaco di Verucchio qualcosa stava cambiando. Sicuramente a giocare un ruolo di primissimo piano le nuove forme di promozione del territorio. Internet permette ai singoli comuni, con investimenti contenuti, di promuovere i propri eventi. Inoltre i social network, animati dalle foto, dai commenti e dalle condivisioni dei singoli turisti, rappresentano delle forme molto potenti di pubblicità indiretta. Basti pensare ad un aspetto: l’esperienza che ogni persona effettua nelle nostre realtà diviene vissuto in grado di legarsi in maniera indissolubile al luogo frequentato. Il tutto testimoniato in rete. E poi la promozione in sinergia con Regione e Provincia. A fare la differenza però il bagaglio di meraviglia a tutto tondo che contraddistingue Valmarecchia e Valconca. Stiamo parlando di territori capaci di unire la ricchezza della storia e della cultura, ad una riconosciuta bellezza naturalistica. Ma non siamo davanti a singoli panorami od a qualche centinaia di metri di percorso naturalistico. Questi paesi coprono una fetta enorme dei chilometri quadrati della nostra Provincia. Ecco perché le qualità del nostro entroterra creano un connubio che poche realtà in Italia possono vantare”.

 
Per proseguire sulla strada della crescita, su cosa deve puntare l’entroterra riminese?

 
“Negli ultimi anni gli amministratori locali sono stati molto abili nel promuovere i territori, inventando percorsi enogastronomici unici in grado di toccare anche la storia dell’evoluzione degli alimenti. In Romagna il cibo vanta una tradizione rara e oggettivamente all’estero, parlando di qualità, non si mangia come dalle nostre parti. Ecco perché i turisti, italiani e stranieri, rimangono letteralmente stregati. Eventi anche suggestivi, perché immersi nei singoli contesti storici. Spesso il folklore popolare dà quel tocco di colore in più che altrove manca. Comunque a fare la voce grossa le offerte itineranti declinate a livello storico e naturalistico. In particolar modo in Italia stiamo riscoprendo l’importanza della storia, grazie all’accento posto su di essa dal Governo. Ma anche, purtroppo, alla luce di eventi molto ma molto negativi che stanno avvenendo nel mondo. Infatti siamo tutti profondamente scandalizzati per le distruzioni perpetrate ai danni del patrimonio storico mondiale in Siria. Quindi per favorire ulteriormente la crescita turistica di Valmarecchia e Valconca le parole d’ordine sono: storia, natura, enogastronomia e tradizione popolare tutte racchiuse in eventi da promuovere a tappeto. Ma, si c’ è un ma. Occorre che le istituzioni aumentino la collaborazione tra loro per la promozione. “I have a dream”: due valli che si promuovono come prodotto unico. E per farlo è già tutto lì. “Basta unire i puntini”, come diceva Steve Jobs”.

 
Lei è anche Presidente della società “San Leo 2000”. I recenti eventi promossi proprio nella città di San Leo hanno riscosso un successo unico. Che esperienza è stata?

 
“Finchè tempo ed energia me lo permetteranno… Comunque si tratta di una città capace di attrarre gli interessi di un’ampia gamma di turismo: da quello più disincantato fino ad arrivare a quello storicamente impegnato; il tutto reso ancora più affascinante dall’eleganza che sa offrire questo comune della Valmarecchia. Però, ripeto, tutti insieme a promuovere il territorio nel suo complesso, ogni comune, ogni frazione ha peculiarità e valori inestimabili da far conoscere ed apprezzare”.

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