Ieri sera, nella sala convegni del Park Hotel a Cattolica, si è tenuto un incontro organizzato dal Pd della Regina (a fare gli onori di casa il segretario cittadino Alessandro Belluzzi e il capogruppo in Consiglio Alessandro Montanari) sulla nuova legge urbanistica regionale. Ne ho parlato in quanto relatore di questa legge in Assemblea legislativa.

Questa nuova legge urbanistica non è un restyling della vecchia Legge 20 ma riprende i paradigmi di questa a tutela del territorio, rilanciandoli nella cornice dell’attuale situazione socio-economica che richiede il rilancio del settore edilizio spingendo verso la rigenerazione urbana.

Si muove su quattro assi portanti: la tutela del territorio; il rispetto per l’ambiente; lo stimolo allo sviluppo e l’attenzione alla legalità. Gli obiettivi sono molteplici. Il primo è la riduzione delle previsioni urbanistiche già approvate. Si vuole abbattere del 60% i 250 km quadrati antecedentemente previsti. Si pensa di ottenere questo risultato adottando un unico strumento: il Piano Urbanistico Generale (Pug) che andrà a sostituire i vari Poc, Rue, Pua, ecc. All’interno del Pug, un Comune godrà del 3% di espansione massima fuori dal territorio urbanizzato. Dentro questo 3% potranno starci solo nuovi insediamenti produttivi e il residenziale ma solo se collegato a progetti di rigenerazione urbana e a residenziale sociale (Ers). Deroghe sono ammesse per la costituzione di parchi urbani e la costruzione di opere pubbliche; per ampliamenti d’insediamenti produttivi utili a completare la produttività di un’azienda; per nuovi insediamenti produttivi d’interesse strategico regionale o nazionale e per fabbricati utili alle imprese agricole. I Comuni avranno tre anni di tempo per adeguarsi (entro il novembre 2020) e saranno possibili anche perequazioni fra Comuni che potranno “cedere” ad altri parte o tutto il loro 3%. Quello che si vuole evitare è la dispersione urbanistica.

Altro obiettivo della legge: la rigenerazione urbana e la riqualificazione degli edifici. Queste vengono promosse attraverso contributi regionali fino a 30 milioni a fondo perduto per i progetti di rigenerazione sull’esempio della trasformazione delle periferie disagiate in quartieri ad alto tasso di servizi e vivibilità che si vede in tanti Paesi della Ue. La legge prevede anche incentivi fiscali, volumetrici e procedure semplificate.

Ancora: la valorizzazione del territorio agricolo. Sarà possibile costruire tutti i fabbricati strumentali che serviranno alle aziende e vi saranno incentivi per la demolizione dei fabbricati dismessi. Poi: il promuovere la qualità dei progetti (agricoli o urbani), attraverso lo scomputo dei contributi di costruzione fino al 50% dei costi sostenuti.

Altro tema portante sarà la pianificazione che non sarà più “a cascata” (dalla Regione al Comune) ma per competenze. Ovvero, la Regione assommerà nel Piano territoriale regionale anche il Piano paesistico e il Piano integrato dei trasporti (Prit). Province, città metropolitane e Aree Vaste si occuperanno dei rispettivi Piani territoriali mentre i Comuni, come detto, avranno un unico Piano comunale, il Pug.

Infine, questa nuova legge urbanistica, che prevede un deciso protagonismo dei privati, afferma fortemente i principi di legalità e trasparenza. Lo fa recependo le disposizioni dell’Anac (Agenzia nazionale anti corruzione); richiedendo ai privati la certificazione antimafia, informative su eventuali conflitti d’interesse e relazioni sulla trasparenza degli effetti economici di quanto si propone.

Nella foto: un momento dell’incontro.