Sono il primo firmatario di un’interrogazione alla Giunta (quindi, per competenza, all’Assessore Emma Petitti), per sapere quando s’intenda coinvolgere l’Assemblea regionale nell’aggiornare la legge regionale n° 13 del 2015 (riforma del governo regionale e locale), alla luce del referendum del 4 dicembre 2016, il quale ha mantenuto in vita le Province, quali enti di secondo grado ma depauperate di risorse umane e finanziarie.

Con altri esponenti Pd (l’altra consigliera territoriale Nadia Rossi, Manuela Rontini, Paolo Zoffoli, Lia Montalti, Marcella Zappaterra, Katia Tarasconi, Gian Luigi Molinari, Giuseppe Paruolo, Alessandro Cardinali, Giuseppe Boschini, assieme a Tommaso Foti di Fratelli d’Italia), chiedo di rivedere anche la disciplina regionale sulle fusioni e sulle unioni dei Comuni: “L’esito negativo dei referendum su alcuni recenti progetti di fusione di Comuni: ad esempio quello dei Comuni di Mondaino, Montegridolfo e Saludecio, o quello dei Comuni di Campegine, Gattatico e Sant’Ilario d’Enza nella Provincia di Reggio Emilia, dimostra come sia ormai imprescindibile aprire una riflessione su eventuali modifiche normative” – ho scritto nell’Interrogazione – “Magari approntando un testo unico nel quale confluiscano tutte le materie toccate dalle leggi regionali in questione”.

Premettendo che l’esito delle elezioni politiche del 4 marzo scorso non consente la riproposizione, in tempi brevi, di una modifica costituzionale sul ridisegno del ruolo e della funzione degli enti intermedi, penso che la difficoltà di molti Comuni, Unioni di Comuni e Province di far fronte alle minime necessità di manutenzione delle strade, evidenziatasi anche in occasione delle ultime precipitazioni nevose, dimostri come sia urgente dotare gli enti territoriali sia di risorse finanziarie e umane necessarie a garantire l’esercizio delle funzioni fondamentali loro attribuite, sia della possibilità di programmare e pianificare interventi strutturali, quali ad esempio la manutenzione costante della rete viaria.