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Questura di Rimini: “Chiederemo alla Regione se non sia il caso di ritirarsi dal Patto sulla Sicurezza”

Sulla vicenda della Questura di Rimini, la collega Nadia Rossi ed io, abbiamo inviato oggi un comunicato stampa il cui testo potete leggere di seguito.

Concordiamo con il sindaco Andrea Gnassi sulla totale assenza di garbo mostrata dalle Istituzioni statali e stigmatizziamo con forza questo atteggiamento. Così come invitiamo caldamente gli onorevoli Molteni e Morrone a svestirsi dei loro abiti partitici quando rappresentano le Istituzioni in qualità di sottosegretari ai ministeri degli Interni e della Giustizia. Ci sono poi corrette regole democratiche e ruoli istituzionali da rispettare. Il fatto che al Cosp (convocato sull’attuazione del patto sulla sicurezza e per fare il punto sulle notizie comunicate solo via stampa dal governo agli enti locali), nulla sia stato detto ai sindaci su cosa il governo intende fare, e poi vedere segretari di partito, in foto e comunicazioni congiunte in sedi istituzionali con rappresentanti di governo, dare poi notizie alla stampa, sorprende e stupisce circa la sovrapposizione di ruoli politici istituzionali e sedi come la Questura. Mentre ormai sorprende ormai neanche più l’atteggiamento dei 5Stelle che dimostrano di tenere maggiormente alla poltrona di un sodale di partito, piuttosto che all’interesse per il territorio nel quale sono stati eletti.

Il Pd ha sempre ritenuto il “Patto sulla Sicurezza” firmato con l’allora ministro degli Interni Minniti, un accordo da mantenere sempre e comunque. Prima che qualcuno, la Lega, ne facesse carta straccia. E prima che la sindaca Tosi, in una delle sue ormai tipiche giravolte, e altri sindaci del nostro territorio, dopo averlo firmato il 15 dicembre del 2017 (fu sottoscritto da 25 primi cittadini), oggi lo ricusassero in nome di una convenienza partitica che, ancora una volta, non tiene conto delle esigenze del territorio. Per questo preannunciamo un’interrogazione in Assemblea regionale per capire se abbia ancora un senso per la Regione Emilia-Romagna partecipare al “Patto sulla Sicurezza” ed essere parte proattiva del “Patto” stesso che, non dimentichiamolo, prevedeva una ricollocazione del Centro per l’impiego da via Bornaccini per far posto a una sede solo provvisoria della Questura. Oppure se non sia meglio rivedere tutto.

Infine, riteniamo che sia ingiusto che l’Asl regionale chieda al Comune di Rimini di accollarsi le spese per tenere in “salute” gli edifici di via Bassi, considerando che questi non sono di proprietà del Comune e che, per decisione di altri, non certo per decisione dell’amministrazione riminese, saranno destinati a rimanere per sempre inutilizzati.

Giorgio Pruccoli e Nadia Rossi

Consiglieri regionali Pd

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