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Comunicati stampa

Pruccoli (PD): “Intervenire in sede comunitaria per inserire lo Storno tra le specie cacciabili”.

E’ stata approvata questa mattina, dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, un’importante risoluzione che vede protagonista il settore venatorio.
Al centro dell’attenzione, in particolar modo, un tema molto sentito tra gli addetti ai lavori: quello della caccia allo Storno (cliccare qui per leggere il testo integrale del documento).

 

Lo Storno comune (Sturnus vulgaris) continua a provocare consistenti danni alle colture agricole, rilevati ogni anno dalle Province assieme alle Associazioni regionali degli agricoltori.
Ad ogni modo l’Unione Europea continua a considerare l’animale in questione tra le specie protette a rischio di estinzione e, di conseguenza, non cacciabili.

 

Al riguardo Giorgio Pruccoli (PD), tra i firmatari del documento, auspica un repentino mutamento dei regolamenti: “E’ opportuno cambiare al più presto il quadro normativo che regola la caccia allo Storno. – spiega il già Sindaco di Verucchio – Infatti si tratta di un uccello che ha un impatto evidente sulle coltivazioni agricole specializzate, colpendo un settore già di sé molto vulnerabile perché influenzato dalle mutevoli ed instabili condizioni meteo. Inoltre anche gli allevamenti ittici soffrono in maniera seria la presenza massiccia dello Storno. I danni provocati sono quantificabili ed ammontano a 207.168,20 euro nel periodo dal 1° novembre 2013 al 31 ottobre 2014. A dimostrazione del significativo e tangibile aumento del numero dei capi presenti in Emilia-Romagna”.

 

Il 47enne Consigliere riminese propone una riflessione riguardante evidenti incongruenze tra le norme, gli studi effettuati sullo Storno e le pratiche venatorie attuate in altri paesi del continente. “Questo animale non è stato incluso tra le specie cacciabili nella prima versione della “Direttiva Uccelli” ma nel 1994 è stato aggiunto alla lista, divenendo così legalmente cacciabile in Portogallo, Spagna, Francia e Grecia. Da quel momento anche Ungheria, Malta, Cipro, Bulgaria e Romania hanno dato il via libera alla libera caccia allo Storno”.

 

Inoltre tale anomalia è stata riconosciuta anche nel documento “Lo Storno in Italia: analisi e considerazioni circa l’inserimento della specie nella lista delle specie di selvaggina cacciabili ai sensi della direttiva 2009/147/CE allegato II/2” redatto dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA).

 

Quindi Pruccoli analizza attentamente la situazione, alla luce dell’emendamento presentato che è stato poi accolto: “In questo rapporto ISPRA dice che non vi sono motivi per cui lo Storno non dovrebbe essere spostato nella lista, visto che le condizioni in Italia sono uguali a quelle di paesi nei quali questo cambiamento è già stato realizzato. Ecco perché risulta opportuno rivedere la legge regionale del 1994 “Disposizioni per la protezione della fauna selvatica e per l’esercizio dell’attività venatoria”. Infine è fondamentale chiedere al Ministro delle Politiche agricole ed al Ministro dell’Ambiente di intervenire in sede comunitaria per inserire lo Storno tra le specie cacciabili. Il tutto convocando con urgenza un incontro con le Regioni, ISPRA e le componenti interessate, allo scopo di definire indirizzi univoci nazionali per la gestione della caccia in deroga allo Storno”.

Un commento

  • Alessandro Giuliani

    Gentile consigliere
    Io sto con gli storni e per una volta anche con l’Europa. Il PD, come unica soluzione ai problemi, ricorre sempre alla caccia, facendo così un bel favore ai cacciatori. Il presidente della Provincia di Ravenna, Casadio, ha addirittura lanciato la caccia al daino nella pineta di Classe. Se gli animali creano danni, questi si pagano ai diretti interessati, i soldi la politica li può tranquillamente trovare, non si spara agli uccelli ed ai daini perchè abbiamo distrutto i loro ecosistemi e magari non trovano i loro antagonisti in natura. O perchè magari, come nel caso dei daini e delle nutrie, dei folli tempo fa li hanno introdotti nelle nostre zone per farci pellicce o per passatempo. Le chiedo: che colpa ne hanno questi poveri animali?
    Per una volta, solo una volta, vorrei sentire da un esponente del Pd una parola di salvaguardia degli animali e della natura.
    Cordialmente
    Alessandro Giuliani

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