Foto tratta da azionecattolica.it
Comunicati stampa

Pruccoli (PD): “Il lavoro come strumento per abbattere le barriere, tutelare i più deboli e superare le vulnerabilità”.

Secondo la Costituzione italiana il lavoro è un diritto ed un dovere. E deve esserlo per tutti, anche per chi vive serie difficoltà.

 

Ne è convinto Giorgio Pruccoli, che esprime soddisfazione per un progetto di legge regionale sulla disciplina a sostegno dell’inserimento lavorativo e dell’inclusione sociale delle persone in condizione di fragilità e vulnerabilità, attraverso la collaborazione di varie realtà (cliccare qui per visionare il testo completo della legge). “L’integrazione tra i servizi sociali, sanitari e per il lavoro promossa dalla presente proposta di legge è finalizzata all’inserimento lavorativo di persone in condizione di fragilità. – spiega il già Sindaco di Verucchio – Si tratta di disoccupati o inoccupati, la cui condizione si caratterizza per la presenza di problematiche manifestate nella dimensione sociale e/o sanitaria e la cui inclusione e autonomia è perseguita ed agevolata attraverso il lavoro. I servizi pubblici interessati dall’integrazione sono i Servizi sociali erogati dai Comuni, i Servizi sanitari erogati dalle Aziende Sanitarie Regionali, i Servizi per il lavoro erogati dai Centri per l’Impiego. L’ambito territoriale in cui si esercita l’integrazione sono i distretti socio-sanitari, rispetto ai quali la Regione potrà ridefinire il perimetro di intervento dei Centri per l’Impiego. L’integrazione tra i servizi rappresenta un fattore fondamentale in quanto consente di considerare la persona in condizione di fragilità nella sua globalità, predisponendo un programma personalizzato unitario, riducendo anche i rinvii dell’utente da un servizio all’altro. In tal modo si eliminerebbero le sovrapposizioni tra gli enti, ottimizzando l’utilizzo efficiente delle risorse. L’accesso alle prestazioni, da parte di queste persone, possa indifferentemente avvenire per il tramite del centro per l’impiego, del servizio sociale territoriale o del servizio sanitario”.

 

Insomma individuo e lavoro al centro di tutto, con un occhio di riguardo per le singole e delicate situazioni. “L’integrazione si fonda su una analisi e valutazione del profilo di fragilità delle persone e si esprime attraverso un programma personalizzato. A sostegno del singolo una “équipe multiprofessionale” costituita da tre operatori provenienti dal Centro per l’Impiego, dal Comune e dall’Ausl. In linea generale l’inserimento lavorativo può avvenire utilizzando le diverse modalità e tipologie contrattuali operanti. A fianco del contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, che costituisce obiettivo finale da perseguire, potranno essere impiegate forme di flessibilità e modalità di telelavoro ritenute idonee alle caratteristiche ed ai bisogni delle persone in condizione di fragilità. La Regione promuoverà la stipula di contratti collettivi funzionali alle caratteristiche e alle potenzialità degli utenti. Ma non solo. Infatti al fine di raggiungere gli obiettivi dell’inserimento al lavoro, sono individuati e realizzati percorsi volti a permettere alle persone in condizione di vulnerabilità di operare come lavoratori autonomi ed imprenditori, anche sviluppando nuovi rami di attività all’interno di imprese già esistenti. E’ inoltre contemplata la possibilità di costituire associazioni e società, anche cooperative. Il tutto nella consapevolezza che l’efficacia dell’integrazione si fonda sull’assunzione di nuove responsabilità e lo sviluppo di competenze gestionali e professionali. In quest’ottica la Regione promuoverà la realizzazione di momenti periodici di formazione e sviluppo”.

 

In conclusione Pruccoli auspica che tali proposte possano divenire legge il prima possibile. “Nessuno deve rimanere indietro. Ci sono enormi capacità in coloro che vivono momenti di difficoltà più o meno duraturi. E tanti talenti risiedono nei portatori di handicap e negli individui che nella loro quotidianità vedono il proprio esprimersi frenato da fragilità e vulnerabilità. L’Emilia – Romagna deve farsi carico di questi cittadini, mettendoli nelle condizioni di lavorare ed esprimersi nel pieno rispetto della loro condizione psico-emotiva. Con questa proposta di legge, certamente ben fatta in quanto prevede un approccio integrato, viene esaltata la persona sia come cittadino che in qualità di lavoratore. Inoltre la Regione dimostra ancora una volta di voler prendere per mano tutti, senza abbandonare nessuno. Il verso senso della politica e di una sana amministrazione è proprio questo”.

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