Comunicati stampa,  Regione

Pruccoli (PD): “I Comuni della Valmarecchia e della Valconca seguano l’esempio di Gemmano e Morciano. Fondersi significa garantire un futuro solido ai propri territori”.

Garantire crescita e sviluppo per i territori.

 

L’obiettivo che la Regione Emilia-Romagna vuole centrare attraverso le fusioni è proprio questo, e dopo l’unione tra Montescudo e Monte Colombo altre anche Gemmano e Morciano hanno deciso imboccare questo percorso.

 

Giorgio Pruccoli (PD), che è stato relatore in Assemblea dell’unica fusione avvenuta finora in Provincia, sembra entusiasta: “Riziero Santi e Claudio Battazza hanno colto nel segno, cogliendo appieno il vero senso dell’opportunità rappresentata dalla fusione. – commenta 48enne Consigliere riminese – Molti dei nostri territori sono troppo piccoli per poter pensare di competere, nonostante le singole eccellenze che vantano, con una realtà regionale e nazionale sempre più complessa. Il paese intero, l’Italia, sta mostrando accenni di ripresa soprattutto perché l’attuale Governo ha avuto il coraggio di affrontare temi delicati, abbracciando sfide importanti”.

 

Per i Comuni che decidono di fondersi non mancano certamente riconoscimenti economici. “La tempistica è fondamentale per potere usufruire degli incentivi e dei contributi messi a disposizione sia dallo Stato che dalla Regione. Per quanto riguarda la Valconca gli stanziamenti nazionali ammonterebbero a ben undici milioni di euro in dieci anni per una fusione a quattro comuni; a nove milioni per una fusione a tre comuni (senza Montefiore Conca) ed a sei milioni con una fusione solo fra Morciano di Romagna e Gemmano. Oltre a questi contributi nazionali sarebbero previsti anche denari regionali, incentivi ed il superamento del patto di stabilità”.

 

Pruccoli comprende in maniera particolare la portata dei contributi in gioco. “So di cosa sto parlando perché ho vissuto il tutto in prima persona, nel corso di un decennio nel ruolo di Sindaco di Verucchio. Insomma capisco bene le difficoltà di quei Comuni medio-piccoli costretti, quando è ora di chiudere un bilancio, a contare anche le decine di euro per fare quadrare i conti. E con ogni bilancio in gioco ci sono in primis il sistema del welfare locale e poi le scuole, gli asili, le strade, ecc… Santi e Battazza hanno ragione: date le condizioni tergiversare ulteriormente sulle fusioni sarebbe delittuoso per dei territori come i nostri che hanno bisogno di ammodernamento, manutenzioni, sviluppo e lavoro”.

 

Insomma il tempo stringe ma molte realtà del riminese sembrano tergiversare.“Facendo sistema si esce dalle situazioni più complicate. Bisogna superare i campanilismi. E questo vale sia per la Valconca che per la Valmarecchia. Ognuna di queste due valli accoglie Comuni legati da una storia simile, lunga secoli e forse anche di più. E’ quasi comico continuare ad arroccarsi tra i propri limitati confini, quando sono stati stesi tappeti rossi per crescere ed evolversi in maniera rapida. Fondersi non è solo un’occasione in termini finanziari, per immettere nelle casse comunali denaro: significa strutturare nuove realtà, solide e pronte per vivere da protagoniste il presente ed il futuro. Però non possiamo obbligare nessuno a compiere questo passo. Ma non è giusto che l’opposizione di un solo comune, debba negare ad un altro la possibilità di fondersi. Proprio per questo nei prossimi giorni presenterò un’apposita modifica alla legge per consentire la fusione dei Comuni non limitrofi”.