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Pruccoli (PD): “E’ opportuno riformare in modo complessivo l’istituto del vitalizio, per sposare i principi di equità, di solidarietà e di riduzione della spesa pubblica”.

Una proposta davvero innovativa ed in grado di valorizzare ulteriormente l’aspetto più nobile della politica. Insomma un progetto estremamente riformista e raro nel panorama italiano.

 

Si tratta dell’Ordine del Giorno presentato dal Partito Democratico, che vede il Consigliere Giorgio Pruccoli come estensore e primo firmatario, approvato dall’Assemblea Legislativa nella seduta di lunedì 21 dicembre.

 

Lo scopo che tale OdG vuole centrare è uno: rivedere i vitalizi anche per coloro che già ne hanno diritto.
Il tutto anche alla luce di una situazione che non possiede più alcuna dinamica di versamento da parte dei Consiglieri in carica, per i quali il vitalizio è già stato abolito, a parziale copertura dei vitalizi erogati.
Sostanzialmente esistono due categorie di beneficiari: quella degli ultrasessantenni che già percepiscono l’indennità e quella dei cosiddetti “maturandi” che attendono il raggiungimento della soglia anagrafica.

 

Giorgio Pruccoli, primo firmatario del documento, ha le idee ben chiare: “E’ un O.D.G. che vuole provare a completare il lavoro iniziato con la “Legge Uno”, riguardante il taglio dei costi della politica. – spiega il già Sindaco di Verucchio – Con l’approvazione di una legge così importante abbiamo cercato di conferire maggior dignità al nostro ruolo ed al nostro lavoro portando l’indennità, come dice il Presidente Bonaccini, fino alla possibilità di guardare gli altri lavoratori all’altezza degli occhi”.

 

L’argomento in questione, protagonista dell’Ordine del Giorno, è spesso oggetto di polemiche e feroci critiche: “Si parla di vitalizi ed il lavoro proposto andrà ad incrociarsi, oltre che con le verifiche di legittimità, anche costituzionale, con le iniziative di legge del Governo centrale e le esperienze di altre regioni che hanno legiferato in merito. Insomma è giusto intervenire sullo strumento dei vitalizi per armonizzarlo ai criteri ed ai principi di sobrietà e di livellamento sociale che hanno ispirato questa Assemblea nei cardini della “Legge Uno”. Il tutto informando e coinvolgendo gli ex Consiglieri e la loro associazione. Ovviamente sarà opportuno agire verificando la correttezza del futuro Progetto di Legge, attraverso l’acquisizione dei pareri legali che verranno forniti dagli uffici legislativi della Giunta e dell’Assemblea, oltre ad un parere legale esterno al personale della Regione”.

 

Poi il 47enne Consigliere riminese prosegue con una puntuale riflessione. “Nel paese quello dei vitalizi è un argomento molto dibattuto e mal sopportato da un ampia fetta di opinione pubblica. Parlando personalmente con degli ex Consiglieri ho notato che loro stessi vivono male questo ruolo che li dipinge come privilegiati. Probabilmente c’è differenza tra versato e percepito ma con equilibrio, nel rispetto delle leggi, soprattutto in merito ai cosiddetti “diritti quesiti”, vogliamo verificare se esista una serie di azioni possibili per riformare l’istituto del vitalizio ristabilendo una serenità fra cittadini ed istituzioni. Senza cedere al populismo, senza alimentare sciocche fratture generazionali, mostrando rispetto verso coloro che hanno permesso alle istituzioni di vivere, sorreggendole e non occupandole, come viceversa va di moda dire oggi. In sostanza verrà affrontata, a più livelli, una discussione a viso e libri aperti”.

 

Una proposta coraggiosa quella di Pruccoli, che è pienamente consapevole di un aspetto: “Per promuovere una politica efficace sappiamo bene che non basta questo, ma saremo giudicati sul lavoro della Giunta, coordinato alle iniziative dell’Assemblea. Sarebbe bene non dimenticarselo mai. Quello che faremo sui vitalizi andrà fatto perché è giusto, non per offrire i simboli dell’antipolitica alla folla acclamante. Infatti ora siamo noi a dover far vivere e reggere le istituzioni, non a distruggerle minandone la credibilità”.

 

In conclusione l’Assemblea vuole “riservarsi la possibilità di affrontare il tema del contributivo anche per la Decima Legislatura, armonizzando passato, presente e futuro come già attuato da altre regioni. E’ importante venga riformato in modo complessivo l’istituto del vitalizio per sposare i criteri di riduzione della spesa pubblica, i principi di equità e di solidarietà. Il coinvolgimento di tutti i Gruppi dell’Assemblea sarà garanzia per la tempistica di attuazione, stimata attorno ai sei mesi. Si dovrà lavorare con impegno, ma dobbiamo soprattutto intervenire laddove sia credibile e possibile riservandoci la possibilità di presentare la nostra legge alle Camere. Per riuscire nell’intento sarà essenziale interagire con gli altri Consigli regionali, attraverso la Conferenza delle Assemblee legislative e la Conferenza Stato Regioni che siano già intervenuti sul tema, magari capitalizzando motivazioni e modalità di gestione dei ricorsi pendenti. Poi, in collegamento con il quadro legislativo nazionale e con la Riforma del Costituzionale in atto, sarà determinante valutare il passaggio integrale al sistema contributivo, tenendo conto dei limiti di età e delle diverse tutele previdenziali. Inoltre è opportuno presentare, in analogia a quanto emergerà dal lavoro svolto, una proposta normativa presso il Parlamento della Repubblica Italiana da far valere sull’intero territorio nazionale”.

 

Di seguito i video degli interventi in Aula svolti al riguardo da Giorgio Pruccoli.

 

 

 

 

 

Di seguito il testo integrale dell’Ordine del Giorno in questione.

 

 

VISTE

 

– la L.R. 42 del 14/04/1995 con la quale si normava in Regione Emilia Romagna la misura del vitalizio a beneficio degli ex consiglieri ed in particolare l’ Art. 13 commi 1 e 2 (soglia anagrafica di accesso al beneficio e cumulabilità) e la successiva L.R. 13 del 28/07/2006 con particolare riferimento all’ articolo 31;

 

– le recenti iniziative di legge parlamentari sul tema del vitalizio, tendenti a livellare tale istituto su parametrazioni armonizzate all’ intera manovra di contenimento dei cosiddetti costi della politica;

 

– la L.R. 1/2015 che ha ulteriormente abbassato le indennità dei consiglieri regionali in carica anticipando la legge di riordino istituzionale che le prevede nella misura massima dell’ indennità del Sindaco della città capoluogo e nel contempo ha abolito l’indennità di fine mandato (art. 15, comma 4), per i consiglieri neoeletti o rieletti a decorrere dalla X legislatura stessa.

 

PREMESSO CHE

 

– l’istituto del vitalizio è già stato abrogato con L.R. 21 dicembre n. 17/2012 già a partire dalla decima legislatura e che i Consiglieri della nona poterono optare per la prosecuzione o meno con i versamenti finalizzati alla maturazione della soglia minima dei cinque anni per il godimento del vitalizio previsto;

 

– ci si trova in una situazione che non possiede più alcuna dinamica di versamento da parte dei Consiglieri in carica, a parziale copertura dei vitalizi erogati, ma sostanzialmente davanti a due categorie di beneficiari : quella degli ultrasessantenni che già percepiscono l’ indennità e quella dei cosiddetti “maturandi” che attendono il raggiungimento della suddetta soglia anagrafica.

 

CONSIDERATO

 

– giusto intervenire sullo strumento dei vitalizi per armonizzare lo stesso ai criteri ed ai principi di sobrietà e di livellamento sociale che hanno ispirato questa Assemblea nei cardini della L. 1/2015, informando e coinvolgendo gli ex consiglieri e la loro associazione.

 

– opportuno agire verificando la correttezza del futuro PdL attraverso l’ acquisizione dei pareri legali che verranno forniti dagli uffici legislativi della Giunta e dell’Assemblea oltre ad un parere legale esterno al personale della Regione Emilia Romagna che dovrà essere liquidato con risorse dell’ Assemblea Legislativa;

 

– essenziale interagire con gli altri Consigli regionali, attraverso la Conferenza delle Assemblee legislative e la Conferenza Stato Regioni, che siano già intervenuti sul tema, magari capitalizzando motivazioni e modalità di gestione dei ricorsi pendenti.

 

L’ ASSEMBLEA LEGISLATIVA SI IMPEGNA

 

– a portare in aula entro 6 mesi dalla approvazione della presente risoluzione, una modifica alle leggi citate al primo comma del “VISTE” ed alla legge di bilancio 2016 nella quale si riformi in modo complessivo l’istituto del vitalizio, contemperando criteri di riduzione della spesa pubblica, principi di equità e di solidarietà;

 

– in collegamento con il quadro legislativo nazionale e con la Riforma del Costituzionale in atto, a valutare il passaggio integrale al sistema contributivo, tenendo conto dei limiti di età e delle diverse tutele previdenziali;

 

– a presentare in analogia a quanto emergerà dal lavoro suddetto una proposta normativa presso il Parlamento della Repubblica Italiana da far valere sull’intero territorio nazionale.

 

 

 

 

 

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