Comunicati stampa

Pruccoli (PD): “Acceleriamo i tempi utili per le fusioni tra comuni, allo scopo di rilanciare economie, storia e turismo”.

Al centro del dibattito politico ormai da mesi, il tema delle fusioni tra i piccoli comuni emiliano-romagnoli rappresenta una delle sfide più utili, stimolanti ed interessanti per le realtà della Regione. Il Consigliere Giorgio Pruccoli (PD) non ha dubbi sul percorso da intraprendere in maniera convinta: “La nostra Provincia, come sta accadendo a livello nazionale, deve gestire ed affrontare l’ineludibile ed urgente tema delle fusioni. – spiega il già Sindaco di Verucchio – Le sfide di questi anni e dei prossimi sono globali: si può quindi immaginare ancora un mondo frammentato e frazionato come quello dei comuni italiani?”.

 
La domanda sembra proprio essere lecita e, buttando un occhio alle dinamiche che contraddistinguono il Governo Renzi, conviene cogliere la palla al balzo ed avviare processi di unione. “L’architettura istituzionale del paese si sta modificando rapidamente. Basti pensare alla trasformazione delle province e alla loro prossima cancellazione, alle ipotesi di macroregioni che vengono avanzate, alla modifica della composizione e dei ruoli del Senato. Stiamo vivendo una vivace stagione di riforme e di leggi importanti come può essere quella di prossima approvazione da parte delle nostra Regione, che introduce le aree vaste come contrappeso alle città metropolitane. Inoltre dobbiamo tenere strettamente in considerazione un aspetto. In questi giorni stiamo toccando con mano quanto il nostro quotidiano possa essere influenzato da ciò che stabilisce l’Unione Europea. Lo dice uno che crede negli Stati Uniti d’ Europa da oltre venti anni. Pensare ancora su scala local-parcellizata ha ulteriormente senso? Piccolo è bello, ma non sempre. Non in ogni campo. Ad ogni modo, dato il valore della posta in palio, non possiamo permetterci di tirare conclusioni affrettate, inciampando in una corsa sfrenata alimentata dalla direzione nella quale soffia ora il vento”.

 
Il 47enne Consigliere del PD auspica vengano avviate ulteriori ragionamenti anche nel riminese. “Ritengo necessaria una profonda riflessione su un possibile riassetto territoriale della nostra Provincia, la quale presenta i comuni più grandi e strutturati sulla fascia costiera. Inoltre comprende la Valmarecchia e la Valconca, due vallate di entroterra che rappresentano rispettivamente le zone Nord e Sud del riminese. Proprio queste due realtà accolgono i comuni demograficamente più piccoli. Quindi il tema è pressante soprattutto alla luce del quadro legislativo vigente che prevede in questa fase, per i comuni interessati alla fusione come mezzo per traguardare il futuro, cospicui incentivi statali e regionali sulla spesa corrente, concedendo inoltre l’esenzione dal patto di stabilità per cinque anni. Questi incentivi però giustamente verranno promossi per un tempo limitato, animati da un meccanismo a diminuire verso lo zero. Da qui l’urgenza di dibatterne tra istituzioni coinvolgendo da subito le cittadinanze per stringere un patto territoriale forte e credibile. Vi è anche una maturità delle forze politiche locali e regionali che può rivelarsi preziosa nell’ evitare gli steccati ideologici e che potrà invece diventare scenario di convergenze fino a ieri inimmaginabili”.

 
Oltre alle suddette agevolazioni, sono previste anche ripercussioni positive per i territori. “Unendo le forze i nostri comuni avrebbero anche la possibilità di affrontare un altro problema ormai divenuto emergenza. Si tratta della carenza di personale negli organici e la dequalificazione professionale dei dipendenti che, al diminuire della grandezza del comune, devono diventare una sorta di factotum multifunzione”.
Ecco perché “nessuno, ad eccezione del capoluogo di Provincia, può permettersi di rimanere fuori da tale dibattito in questa fase. Occorrerà il coraggio di guardare le difficoltà in faccia ed immaginare un nuovo assetto nel pieno rispetto degli abitanti, tant’è che cittadinanze interessate devono essere coinvolte da subito. Coraggio e lungimiranza con la mira rivolta in alto. La domanda che deve accompagnarci nel percorso verso le fusioni apre una finestra sul domani meno prossimo: “Quale identità vogliamo promuovere nel terzo millennio, capace di esaltare la realtà riminese assieme alle sue bellezze? Vogliamo continuare ad essere frammentati o siamo abbastanza maturi per unirci, diventare più forti e credibili ed abbracciare così le sfide che il futuro ci pone davanti?”.

 

Per Pruccoli riflessioni simili non suono nuove. “Due anni fa da Sindaco di Verucchio, quindi non un comune minuscolo, dissi che avremmo dovuto affrontare la questione delle fusioni. Abbiamo riflettuto riguardo una possibile fusione con San Leo proprio guardando l’ aspetto vocazionale ed identitario, puntando a creare un comune che dal punto di vista turistico avesse valenza di livello nazionale. Il tutto riunificando l’attrattiva dei brand “Malatesta” e “Montefeltro”. Lo dissi per provocare il dibattito, per gettare un sasso nello stagno. Oggi io stesso sono convinto che si possa ragionare anche piu’ in grande, con macroaggregazioni piu’ ambiziose, cogliere l’occasione storica di costituire Comuni forti, stabili e calibrati per dare tutte le risposte alla cittadinanza, salvaguardando le identità locali. Chi ha identità forte non ha paura di perderla e non ha paura di confrontarla. Ci stiamo giocando il futuro dei nostri territori che per storia, bellezza, cultura e saper fare hanno pochi rivali anche in Europa. Uno dei tratti identitari dei riminesi è proprio questo, fare prima e meglio degli altri. Mettiamoci subito al lavoro”.

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