Il pesce azzurro dell’Adriatico è a rischio estinzione. Si deve trovare il modo sia di aiutare i pescatori emiliano-romagnoli a proseguire in quest’attività, sia di stringere accordi sulle quote pescabili dai Paesi che si affacciano sull’Adriatico. E’ il succo di una Risoluzione che ho portato in aula ieri come primo firmatario e approvata dall’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna.

La pesca del pesce azzurro, pesce povero che ha segnato nel tempo la tavola e la cultura romagnola, ha subito negli ultimi anni un fortissimo calo dovuto, in primo luogo, alla scarsità di risorsa ittica. Dopo le marinerie di Ancona, Cattolica e Porto Garibaldi, ora tocca a quella di Rimini rinunciare a un mercato che pochi anni addietro portava nel mercato della città fra le 6000 e le 8000 casse al giorno. Dei dieci pescherecci d’altura che praticavano questa pesca, gli ultimi due sono stati rottamati recentemente, a causa della impossibilità di coprire i costi. In Romagna, solo la marineria di Cesenatico riesce a portare avanti quest’attività, grazie a un investimento in nuove tecnologie e ad accordi di esportazione verso la Spagna.

Il problema della scarsità della risorsa è aggravato dalle modalità intensive con cui, in particolare la flotta croata, sfrutta questo pesce, come confermano i dati del Comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca, organismo scientifico consultivo dell’UE. Secondo alcune fonti, l’aumento delle quantità prelevate dalla Croazia sarebbe dovuto all’esigenza di alimentare i tonni allevati in modo intensivo presso le sue coste.

Per questo ho chiesto che la Giunta si impegni a portare nelle sedi idonee l’attenzione sul tema, perché si trovino a livello statale e comunitario soluzioni che consentano la sopravvivenza del pesce azzurro e del settore economico ad esso legato.

Va detto che la Regione partecipa già a programmi europei che hanno l’obiettivo di garantire un futuro sostenibile alla pesca in Adriatico. Tra questi, il Distretto di pesca Nord Adriatico con Veneto e Friuli Venezia Giulia e il progetto Ecosea che coinvolge anche le marinerie croate, slovene, montenegrine e albanesi. Il tema è estendere queste attività anche alle problematiche inerenti al “pesce azzurro” per regolamentarne la pesca e favorire la ripresa di questo particolare settore economico.