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Interventi in Assemblea

L’intervento in Aula di Pruccoli (PD) a sostegno della risoluzione sulla pesca delle vongole.

Di seguito il video ed il testo completo dell’intervento che Giorgio Pruccoli (PD) ha svolto in Aula il 27 ottobre scorso. L’argomento trattato è la pesca delle vongole.

 

 

 

PRUCCOLI: Grazie, presidente. Passiamo da un tema che riguarda l’acqua potabile ad un tema che riguarda più le acque salate. Era aprile quando ho ritenuto urgente ed importante presentare questa risoluzione, ne discutiamo ora che è ottobre e tante cose sono successe e dirò, ma già nel mese di gennaio l’assessore Caselli e la Giunta regionale si erano interessati presso il Governo per vedere di dare una risposta e una soluzione a questo problema, che, appunto, poi io ho cercato di rinforzare e di riprendere nella mia risoluzione.

Stiamo parlando in senso generale del settore della pesca, ma più in maniera particolareggiata del settore della raccolta delle vongole nel mar Adriatico, quindi nel nostro mare. Un settore, quello della pesca, che anche nella nostra regione, purtroppo, ha avuto una costante contrazione del fatturato, non soltanto, ahimè, per la crisi e anche per la crisi del settore della filiera della ristorazione, che ovviamente è uno sbocco importante per l’utilizzo del materiale pescato, ma anche per scelte politiche sia nazionali che comunitarie che sono andate sempre nella direzione di riequilibrare lo sforzo di pesca con la disponibilità delle risorse. Tema assolutamente urgente e necessario pure questo, tuttavia, però, davvero il settore della raccolta delle vongole ha subito una contrazione notevole. Un settore che conta ancora oltre 2000 imprese attive, il 18 per cento delle quali sono guidate da giovani imprenditori.
Quali sono questi problemi che dobbiamo affrontare e che in parte, forse, hanno trovato un loro sbocco, ma sui quali è necessario continuare a vigilare e ad impegnarci? Il primo è il fatto che questo settore risente negativamente dell’applicazione di normative comunitarie e statali che impediscono l’uso delle draghe entro le 0,3 miglia nautiche e in quella zona si concentra la maggior parte delle vongole. Ma ancor più grave è il fatto che c’è un’imposizione che riguarda la taglia minima di prelievo delle vongole fissata a 25 millimetri e non esiste, purtroppo, rispetto a questa taglia minima, alcuna soglia di tolleranza. Ad aggravare il quadro c’è da dire che in Italia, unico Paese in Unione europea, l’eventuale sforamento e comunque il non rispetto di questa doppia imposizione (i 25 millimetri e le 0,3 miglia nautiche) è addirittura un reato penale e come tale deve essere trattato e non c’è possibilità al momento di parlarne solamente dal punto di vista amministrativo.

 

Un ulteriore problema che si è abbattuto su questo settore è legato al notevole afflusso di acqua dolce che la piovosità degli ultimi anni ha riversato costantemente all’interno del mare, come anche il collettamento delle acque reflue, che evidentemente poi viene riversato a mare. La vongola ha bisogno di un ambiente ad alta salinità, di conseguenza questo grande apporto di acque dolci ne provoca una moria preventiva, spesso addirittura prima ancora che possa essere raggiunta la taglia minima dei 25 millimetri. Questo è comprovato dal fatto che alcuni CO.GE.MO. (in particolare parlo di una situazione che conosco bene che è quella del CO.GE.MO. di Rimini), nonostante da tre anni stiano reiterando un’autolimitazione che li porta ad andare in mare solamente per tre o quattro mesi l’anno, purtroppo hanno sempre minori disponibilità di mitili da raccogliere e sempre meno disponibilità di mitili che raggiungono la taglia minima di cui abbiamo parlato prima. Quest’autolimitazione, quindi, non ha l’impatto positivo che si auspicava perché i problemi stanno altrove.
Dopodiché, questa mattina, confrontandoci con i colleghi Bertani e Pompignoli del Movimento 5 Stelle e della Lega Nord, abbiamo anche convenuto sul fatto che ci siano studi recenti e studi in arrivo che sicuramente andranno tenuti presenti, ma già i primi studi effettuati tra il 1968 e il 1970 e poi ulteriori studi effettuati tra il 2000 e il 2001 hanno evidenziato che qualora la preoccupazione fosse la maturità sessuale delle vongole, che è il criterio utilizzato dall’Unione europea per delimitare nei 25 millimetri la soglia minima, questa maturità sessuale è riscontrabile già in esemplari di taglia ben più ridotta, sicuramente già tra i 16 e i 18 millimetri, probabilmente con un’attività meno intensa, ma sicuramente l’attività riproduttiva della risorsa non viene compromessa.

 

Per cui, recependo un po’ il quadro complessivo che ho cercato di delineare e recependo anche quelli che sono gli studi in nostro possesso, ho ritenuto di proporre questa risoluzione e poi in dichiarazione di voto, prendendo atto della buona volontà dei colleghi Bertani e Pompignoli di trovare un testo congiunto su cui poter lavorare, dirò quali sono le leggere sfumature che non ci hanno permesso di fare questo. Tra quelle da non sottovalutare c’è anche il fatto che la risoluzione del collega Bertani è arrivata solamente questa mattina, ad aula iniziata, sul tavolo, però io ritengo che la nostra possa essere un buon compendio anche di ciò che ho letto sia in quella della Lega Nord che in quella del Movimento 5 Stelle.
Noi andiamo a richiedere nelle sedi competenti una revisione della normativa statale e comunitaria che, magari anche solo in via sperimentale, abbassi la taglia minima richiesta per la pesca della vongola. Devo dire che su questo ultimamente è arrivata anche una notizia di stampa che giustamente l’assessore Caselli ha rilevato: il sottosegretario Castiglione ha dichiarato la propria disponibilità ad inserire una soglia di tolleranza del 10 per cento rispetto alla soglia minima attuale. In ogni caso noi riteniamo che occorra andare anche al superamento e, almeno in una fase sperimentale, all’abbassamento della taglia minima di cui sopra.

 

Per cui i punti cardine dell’impegno che l’Assemblea chiede alla Giunta sono tre: abbassare la taglia minima tenuto conto degli studi scientifici a supporto che indicano come eccessivamente prudente la taglia dei 25 millimetri, anche perché, appunto, difficilmente oggi vengono raggiunti con i problemi di cui ho detto; introdurre una percentuale di tolleranza rispetto a qualsiasi taglia minima si voglia andare a definire; depenalizzare l’eventuale contravvenzione rispetto a queste disposizioni e da reato penale portarlo a reato amministrativo.
Dopodiché, all’interno della risoluzione, sempre negli impegni, chiediamo alla Giunta di andare a richiedere nelle medesime sedi che si verifichi l’opportunità di limitare il divieto dell’uso di draghe entro le 0,3 miglia nautiche almeno in alcuni periodi dell’anno, ci riferiamo ai periodi dell’anno in cui questo tipo di pesca potrebbe risultare più impattante per le altre specie di fauna ittica. Sempre nei limiti delle proprie competenze, chiediamo anche di verificare che la gestione dei CO.GE.MO. risponda esclusivamente a criteri di tutela della risorsa mare. Ci sono stati riferiti alcuni aspetti relativi all’autolimitazione, di cui parlavo prima, che potrebbero configurare altre preoccupazioni. Vorremmo e gradiremmo che qualora il settore dovesse andare verso un’autolimitazione, fosse solo ed esclusivamente per preservare la risorsa mare presente all’interno del mar Adriatico.

 

Ripeto, dirò poi in dichiarazione di voto quali sono i motivi per cui non abbiamo trovato la possibilità di addivenire ad un testo congiunto e per quale motivo, lo anticipo, ci asterremo sulle altre risoluzioni presentate dalla Lega Nord e dal Movimento 5 Stelle. Grazie.

 

PRUCCOLI: Grazie, presidente. Fra le cose su cui ci siamo intesi con i colleghi Bertani e Pompignoli fino a qualche minuto fa c’è anche quella di chiedere la votazione per punti separati perché consente anche a noi del gruppo PD, che andremo ad approvare la nostra risoluzione, di considerare e di valorizzare ciò che di buono è contenuto anche nelle altre risoluzioni assumendo un atteggiamento di astensione rispetto ad alcuni punti, mentre invece andremo a votare in maniera contra su due punti della risoluzione del Movimento 5 Stelle ritenendoli contraddittori.
In particolare, per quanto riguarda la richiesta al Ministero dell’istituzione non tanto del marchio di qualità, che potrebbe essere cosa anche condivisibile, ma la completa tracciabilità della vongola nostrana, ritenendolo un adempimento assolutamente pesante e probabilmente eccessivamente oneroso per una risorsa di cui, devo dire, provo a cavarmela con una battuta, il secondo nome è “poveraccia” proprio perché è una risorsa che, ahimè, ha un prezzo piuttosto basso, l’andare a gravarla di tutta una serie di procedimenti formali e burocratici non vorrei che effettivamente poi ne facesse lievitare in maniera incontrollata e a dismisura il prezzo magari solamente per scartoffie e adempimenti burocratici, tanto che ci troveremmo dalla cosiddetta e più volte accusata “Europa dei burocrati” alla “Regione dei burocrati”.

 

Sul punto che riguarda tutte le azioni che portino ad intensificare i controlli e le verifiche sui ristoranti, pur capendo la validità dell’intuizione, però, con un impegno alla Giunta generico senza minimamente porsi il problema di quello che poi comporti e significhi a livello di competenze, a livello di parametri da andare a ricercare, a livello di incombenza rispetto a queste verifiche, effettivamente questa richiesta ci sembra anche in questo caso un po’ fumosa e non troppo definita.
Per cui, mentre su questi due punti voteremo contrario, sugli altri singoli punti e sull’intera risoluzione della Lega Nord ci asterremo. Grazie.

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