Comunicati stampa

Intervista a Giorgio Pruccoli: “Sogno una Provincia riminese composta da dieci Comuni”.

Un anno di lavoro fruttuoso, capace di proiettare l’Emilia-Romagna verso un futuro solido.
Il tutto senza dimenticare il presente che, pur in miglioramento dati i cenni di ripresa, deve fare i conti con un’economia ancora segnata dalla profonda crisi globale.

 

Insomma dall’avvio della Decima Legislatura sono passati dodici mesi, ma Giunta ed Assemblea legislativa hanno già conferito un’impronta forte, decisa e visibile all’azione di Governo.
Dimostrazione palese di un simile impegno i provvedimenti presi nei settori strategici sui quali poggia la Regione: sanità, lavoro, turismo ed agricoltura. Chiare le volontà di profonda riforma anche per quanto riguarda i temi del riordino istituzionale e della legalità.

 

A confermare gli ottimi risultati raggiunti e gli obiettivi centrati il Consigliere riminese del PD Giorgio Pruccoli che questa sera (martedì 26 gennaio, ore 20.45), presso Baluardo della Cittadella a Modena, parteciperà ad un importante evento. Infatti durante la serata verrà raccontato e spiegato, dal Presidente Stefano Bonaccini e dagli Assessori, il lavoro dell’iniziativa amministrativa e politica svolto nel primo anno di Legislatura dall’insediamento della Giunta, avvenuto il 26 gennaio 2015.

 

Consigliere Pruccoli, ha definito il primo anno di lavoro in Regione “difficile” ma anche “ricco di soddisfazioni”.
Provi ad esprimere cosa è stato arduo da svolgere in questa prima parte del mandato e quali sono state le soddisfazioni maggiori.

 

“Ovviamente entrare in una nuova dimensione, quella legislativa, per chi come me è stato a capo di un esecutivo per dieci anni (ha ricoperto il ruolo di Sindaco a Verucchio ndr), è stato senza dubbio il passaggio più difficoltoso. Occorre studiare tanto, ma l’ho fatto e lo continuerò a fare con piacere e passione: quando riesci a migliorare la bozza di un progetto di legge con il tuo contributo, cercando di migliorare la vita dei concittadini, la soddisfazione è grande”.

 

Ha un rimpianto? Magari un progetto che non è riuscito a portare avanti nei primi dodici mesi, e sul quale ha intenzione di puntare forte nel 2016?

 

“In particolare nessun rimpianto anche perché sul filo di lana del 2015 è arrivato un impegno, assunto in Consiglio con un OdG di cui sono stato il primo firmatario: approvare entro sei mesi un progetto di legge che vada a rivedere l’istituto dei vitalizi per le legislature pregresse (noi siamo già esclusi dal beneficio). Credo sia un provvedimento irrimandabile che, ben gestito, può contribuire a rasserenare il clima tra lavoratori, pensionati e istituzioni”.

 

Quali sono stati i provvedimenti presi che, secondo lei, hanno permesso all’Emilia-Romagna di potersi aspettare un futuro solido?

 

“Su tutti sicuramente il Patto per il Lavoro. Un’operazione che ha visto ogni attore coinvolto e la convergenza condivisa di tutti i tavoli. Questo provvedimento deve portarci ad abbassare il tasso di disoccupazione e ad alzare il PIL della Regione. Trend positivi in entrambi i dati si sono registrati già dal 2015, ma il meglio deve ancora venire”.

 

L’Emilia-Romagna è riuscita a competere egregiamente a livello continentale anche durante il periodo della crisi economica. Come si spiega questa situazione?

 

“La nostra Regione era una delle zone più povere del Continente dopo la guerra, ma ha saputo rialzarsi prontamente grazie ad un patto sociale e generazionale che ha legato cittadini, istituzioni e mondo produttivo. Oggi è ai primi posti in Europa per tenore di vita e servizi erogati. Insomma qui siamo abituati a far fronte alle avversità ed a rimboccarci le maniche. Ed il pubblico ha consapevolezza che le istanze private in grado di portare ricchezza diffusa vanno accompagnate dalla nascita alla crescita”.

 

Lo spettro del crac delle banche è tornato ad incutere timore tra i risparmiatori. Pensa che il sistema economico-bancario regionale sia abbastanza solido per poter offrire le dovute garanzie ai cittadini?

 

“La nostra rete vede tanti istituti bancari a carattere territoriale limitato. Questo può essere un limite per la competitività del sistema nel suo insieme, ma può rivelarsi di converso un valore se il rapporto coi territori viene mantenuto sano e ben collegato. Penso al rapporto con le PMI che sono ossatura portante del nostro sistema produttivo. Forse determinati processi di fusione di alcuni istituti saranno inevitabili ed, anzi, auspicabili nel breve periodo”.

 

Sanità, cultura, legalità. Nel corso del primo anno di Legislatura sono stati presi provvedimenti nei settori principali che riguardano la qualità della vita degli individui. Il tutto con risultati tangibili fin da subito. Basti pensare allo snellimento delle liste d’attesa per quanto riguarda le prestazioni mediche. Cosa dobbiamo aspettarci ancora?

 

“La cultura vedrà l’espansione degli stanziamenti, anno per anno, da qui alla fine della Legislatura e questa è una manovra tipicamente anticiclica. Quando qualcuno pensa che con la cultura “non si mangi” noi rilanciamo sul settore sostenendo l’esatto contrario. Per quanto riguarda la sanità il piano di razionalizzazione delle strutture ospedaliere farà risparmiare tante risorse, elevando nel contempo la qualità dei servizi erogati in centri specializzati. Mi preme dire che gli ospedali riminesi sono tutti al sicuro per quanto riguarda il futuro. Inoltre l’integrazione dei servizi e delle specializzazioni li renderà tutti più efficienti. Parlando di legalità è di prossima approvazione la norma sull’anticorruzione: sono previsti strumenti innovativi adeguati per allontanare dalla nostra terra i malintenzionati che, per via della ricchezza espressa, vi hanno messo da tempo gli occhi sopra ed anche qualche radice che va estirpata con decisione e fermezza”.

 

Un altro tema caro a questa Giunta è il turismo. Come l’avete argomentato e sviluppato durante il primo anno di attività? Quali evoluzioni bisogna spettarsi?

 

“Per quanto riguarda il turismo l’obiettivo è che questo settore possa espandere ancora la propria partecipazione percentuale alla creazione del PIL regionale. Nei primi sei mesi sarà sicuramente approvata la nuova legge 7 di settore, che vede come principale modifica il passaggio dalla centralità del prodotto a quella della destinazione. Intuibile ad esempio come questo per Rimini, in analogia con tutta la costa, sia un opportunità che potrà essere ben spesa”.

 

Anche il tema delle fusioni, in Emilia-Romagna, rappresenta una priorità. Cosa auspica per la Provincia di Rimini?

 

“Sono fusionista alla massima potenza and “I have a dream”: una Provincia riminese che da ventisei Comuni passi a non più di dieci”.

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