Istituire un fondo per il Trasporto pubblico locale in montagna per aiutare i Comuni più piccoli e isolati a coprire il costo, altrimenti troppo alto, del servizio e per ridurre le tariffe per gli studenti delle scuole superiori, giocoforza costretti a lunghi tragitti. E’ il senso di una Risoluzione presentata in Assemblea regionale, fra gli altri, anche da me, con la quale si intende impegnare la Giunta in tal senso.

La Legge regionale del 2 gennaio 2004, la cosiddetta “Legge sulla Montagna”, già finanzia con risorse regionali, statali ed europee i servizi pubblici di utilità sociale come i trasporti. Il conteggio dei costi a carico dei diversi enti, però, si basa sulla percentuale dei chilometri di servizio, senza prevedere meccanismi di perequazione e di equità. Questo determina un costo notevolmente più alto per i Comuni più isolati e piccoli o di montagna, con una superficie molto vasta, e penalizza quelli più piccoli che hanno minore potere decisionale all’interno dell’Assemblea dei soci delle agenzie di mobilità. Aumenti dei costi rilevanti e insostenibili, hanno marginalizzato questi Comuni che, al contrario, hanno bisogno di maggiori collegamenti con le cittadine più grandi dove si trovano maggiori servizi (dagli ospedali alle scuole secondarie di secondo grado).

Le tariffe del trasporto pubblico locale per i Comuni della montagna e delle aree interne in generale, rappresentano un fattore essenziale per il futuro di queste aree; per il permanere di famiglie e lavoratori sul territorio; per il diritto allo studio, soprattutto riguardo agli allievi delle scuole medie secondarie superiori, le cui famiglie affrontano una significativa spesa per abbonamenti al TPL, dovendo consentire ai figli la frequenza a scuole spesso distanti dai Comuni di residenza. L’Istituzione di un fondo per il Trasporto pubblico locale in montagna può aiutare queste realtà e queste famiglie.