La Giunta regionale deve impegnarsi a tutelare la marineria emiliano-romagnola legata alla pesca del pesce azzurro intervenendo sia a livello nazionale, sia in Europa. E’ il senso di una Risoluzione che mi vede come primo firmatario, approvata oggi in Assemblea legislativa.

Penso sia necessario trovare dei modi per agevolare i nostri operatori a proseguire un’attività che altrimenti rischia di scomparire ma bisogna anche intavolare a livello comunitario gli approfondimenti necessari per giungere a un accordo sulle quote annuali massime pescabili dai Paesi che affacciano sull’Adriatico, salvaguardando così il futuro del pesce azzurro.

Credo si debba intervenire sulle modalità intensive con cui in particolare la flotta croata sfrutta questo pesce, il quale rischia così di scomparire per sempre dai nostri mari, come confermano i dati del Comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca, organismo consultivo dell’Ue.

A fare le spese di questo sfruttamento indiscriminato sono state le marinerie di Cattolica, Porto Garibaldi, Ancona e anche Rimini le cui navi, fino a pochi anni addietro, portavano nel mercato della città fra le 6000 e le 8000 casse al giorno. Dei dieci pescherecci d’altura che praticavano questa pesca, gli ultimi due sono stati rottamati il mese scorso, a causa della impossibilità di coprire i costi. Oggi in Romagna solo la marineria di Cesenatico riesce a portare avanti quest’attività, grazie a un investimento in nuove tecnologie e ad accordi di esportazione verso la Spagna.