Ho firmato una Risoluzione che impegna Giunta e Assemblea dell’Emilia-Romagna a: “Proseguire e implementare l’impegno nella divulgazione e diffusione della cultura legalitaria e nel sostegno a progetti di cittadinanza attiva in collaborazione con le scuole e le istituzioni del territorio”.

L’atto vuole essere di supporto alla proposta di legge d’iniziativa popolare depositata in Cassazione il 14 giugno e che ha avuto fra i suoi firmatari il sindaco di Faenza Giovanni Malpezzi e quello di Ravenna, nonché presidente dell’Anci Emilia-Romagna, Michele de Pascale. Questa proposta di legge inserisce l’insegnamento dell’Educazione alla Cittadinanza come materia autonoma, con voto specifico, in tutti gli ordini di scuola, introducendola per un’ora a settimana (33 annuali), rimodulando gli orari delle discipline storico – filosofiche – giuridiche e affidandone l’insegnamento ai docenti nelle classi di concorso che abilitano per l’italiano, la storia, la filosofia, il diritto e l’economia. Gli obiettivi specifici di apprendimento comprenderanno, nel corso degli anni, lo studio della Costituzione, elementi di educazione civica, lo studio delle istituzioni dello Stato italiano e dell’Unione Europea, diritti umani, educazione digitale, educazione ambientale, elementi fondamentali di diritto, educazione alla legalità.

La risoluzione presentata in Assemblea legislativa, sottoscritta oltre che dai consiglieri Pd anche da Mpd e Sinistra italiana, s’inserisce nel solco dei progetti regionali avviati da tempo su questi temi quali “con Concittadini” che favorisce il contatto tra le scuole e l’Assemblea legislativa; il progetto “Porte aperte in Assemblea” che propone l’Assemblea legislativa come luogo d’incontro e di scambio; la legge sulla “Memoria del Novecento”, i protocolli per i viaggi della memoria e tanto altro.

Questa Risoluzione non vuole solo sollecitare la Regione a continuare su questa strada virtuosa e spingere la proposta di legge sull’Educazione alla Cittadinanza come materia autonoma ma vuole anche ricordare al Governo di non venire meno agli impegni assunti dallo Stato attraverso la legge 107 del 2015 per lo sviluppo di competenze in ambito storico sociale per un consapevole esercizio della cittadinanza attiva. Un impegno che lo Stato deve mantenere, a maggior ragione in questo 2018, anno in cui ricorre il 60esimo della prima introduzione dello studio dell’Educazione Civica nelle scuole medie e superiori su proposta dell’allora Ministro all’Istruzione, Aldo Moro.