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Durante l’approvazione del Piano Regionale Integrato dei Trasporti ( PRIT ), votato anche un Ordine del Giorno relativo alla viabilità in Valmarecchia. Di seguito il video dell’intervento

 

Grazie, presidente. Intervengo in merito all’ordine del giorno 7618/3, quello che riguarda la Strada provinciale 258 Marecchiese. È una situazione che conosco molto bene e su cui sento il dovere di fare qualche sottolineatura rispetto a questo ordine del giorno, che, al di là del fatto che possa essere condivisibile e che quindi voterò convintamente, perché in ogni caso tutto quello che prova a portare a risoluzione una tematica che si trascina da troppi anni va nella direzione giusta, però alcuni passaggi credo che vadano ripresi e puntualizzati.  Perché in questo ordine del giorno sembra che improvvisamente qualcuno possa gridare “EUREKA”!!!!

Grazie ad un incontro tenutosi a Novafeltria giovedì scorso, così dice l’ordine del giorno, i Sindaci pare abbiano trovato finalmente una risoluzione al problema. Credo che non sia, ahimè, così semplice e sia ancora molto, molto di là da venire una soluzione, perché questa è una strada molto tormentata, è una delle poche strade che mette in collegamento, come asse di penetrazione ortogonale rispetto al mare la montagna e l’entroterra riminese collegandolo fino ad Arezzo, ed è stata oggetto di numerosi passaggi.

La storia di questo problema, e auspicabilmente la soluzione di questo problema, non nasce la settimana scorsa. Ecco perché va salutato sicuramente come una novità, spero positiva, il fatto che i Sindaci abbiano trovato un quadro di accordo tra di loro, perché il problema di questa strada è stato spesso che le Amministrazioni si sono rimpallate il problema senza cercare una soluzione, ma semplicemente cercando di attribuirsi delle responsabilità e rimpallarsi incombenze.

Siamo in un contesto di pregio ambientale notevole. Stiamo parlando della Valle del Marecchia. La soluzione non è facile, né semplice da trovare già da questo punto di vista. Alcuni anni fa la provincia di Pesaro Urbino, che è la provincia dalla quale provengono i sette comuni dell’Alta Valmarecchia, aveva elaborato, di propria iniziativa, una soluzione che potesse collegare rapidamente quel territorio, quindi l’Alta Valmarecchia, con la città di Rimini o con i caselli autostradali esistenti.

Quel progetto  dell’ingegnere che aveva redatto quel progetto ricordo ancora il cognome, tale ingegnere Paccapelo – era un progetto che, ad esempio, per dire di criticità ambientali, arrivato a un certo punto del mio comune, che è il comune di Verucchio, prevedeva una sorta di “ponte Morandi”, che dal punto più alto di Verucchio scendeva gradatamente verso il punto più basso, quindi un’opera assimilabile a quella di Genova, che è assurta alle cronache circa un anno fa, con il destino che conosciamo. Quel progetto fu bocciato in maniera indiscutibile da tutta la bassa Valmarecchia e successivamente si è iniziato a lavorare su quello che era, invece, un progetto nato dagli accordi dei Comuni facenti parte dell’allora provincia di Rimini, che era più circoscritta rispetto ad ora, e che è stato definito “strada di gronda”. Di questa strada di gronda è stato eseguito un primo tratto, che collega la via Emilia con la trasversale Marecchia in territorio del comune di Santarcangelo di Romagna, e c’era già una progettazione per la sua prosecuzione o fino alla cosiddetta località Pontaccio Macello in comune di allora Poggio Berni, oggi Poggio Torriana, derivante dal comune fuso, oppure sino a Dogana di Verucchio, nel punto di congiunzione tra la Santarcangiolese (SP 14) e la Marecchiese (SP 258).

Tra le ipotesi più suggestive c’è un secondo ponte di attraversamento del fiume Marecchia, che doveva collegare la parte alta di Villa Verucchio con la Santarcangiolese e con la SP 13. Di soluzioni, di progetti, di varianti a questa tematica ne abbiamo viste e ne abbiamo discusse tantissime. Io sono testimone, nei miei dieci anni da sindaco e cinque anni da consigliere comunale, sempre membro dell’Unione dei Comuni: ne ho visti di progetti un’infinità. Tutti quanti non hanno visto la luce perché ogni tanto c’era un Comune che si metteva di traverso e diceva “non da me”. Una sorta di retorica NIMBY che era nata.

Occorre dire anche che i Comuni dell’Alta Valle hanno, almeno finora, espresso sempre posizioni diverse. Talvolta, hanno visto il loro sbocco a mare o verso le grandi arterie di comunicazione sulla Marecchiese e verso il casello di Rimini Nord, talvolta verso Rimini Sud. Questa soluzione prevede un terzo casello, che è il casello Rimini Fiera, che non esiste, tra Rimini nord e Rimini sud, oppure qualcuno ha vagheggiato di collegamento con la strada che collega Cesena dal territorio di Sant’Agata Feltria.

È un percorso tormentatissimo. Bene se finalmente c’è la volontà di trovare una soluzione, perché troppe volte mi sono trovato come amministratore di quel territorio a dover spiegare a tanti cittadini che chiedevano una risoluzione a questa problematica che il tema non è che la Regione non ci sta mettendo dei fondi, il problema è che il territorio non sta esprimendo una progettualità, non sta esprimendo un disegno su cui chiedere alla Regione dei fondi, perché è chiaro che se qua arrivano tredici proposte, perché ogni sindaco ha la sua, difficilmente la Regione potrà metterci dei soldi per finanziare facendosi lei soggetto decisore rispetto a questo tema.

Credo che vada tenuto conto di tutto quello che è il pregresso perché di soluzioni ne sono state individuate tantissime. Si tenga conto anche che quando a un certo punto è nato un dibattito piuttosto acceso tra l’Amministrazione e le comunità di Verucchio e di Poggio Berni in entrambi i casi sono stati previsti degli interramenti parziali delle strade per evitare di fare dei danni ambientali in territori di grandissimo pregio, cioè provare ad interrare dei pezzi di strada in sede in maniera tale da avere una ricucitura urbana nella parte soprastante e non andare a compromettere parti che si trovano limitrofe al fiume e quindi evidentemente anche piene di vincoli.

Ripeto, credo che se si aprirà un tavolo di questo tipo sia una buona notizia per tutti, sia una cosa molto importante. Avevo sollecitato anni fa gli amministratori locali di quel territorio affinché trovassero una sintesi che potesse essere inserita favorevolmente all’interno di questo PRIT. Evidentemente oggi ci dobbiamo accontentare di aprire il tavolo, di farlo in prospettiva con un ordine del giorno. Però, ripeto, se non altro salutiamo questa novità come qualcosa di positivo.

Credo che la Regione debba, con grande pazienza, accompagnare questo percorso tenuto conto però che non si parte dall’anno zero da una settimana fa, ma si parte da venti e oltre anni di storia, con tutta una serie di patrimonio di conoscenza e anche progettuale che deve essere portato a sistema.

Grazie.

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