Approvato il 23 gennaio in Commissione un Protocollo operativo fra Regione Emilia-Romagna e Repubblica di San Marino che passerà al vaglio dell’Assemblea regionale a fine mese. Riguarda la fornitura di prestazioni ospedaliere e ambulatoriali e la collaborazione sanitaria, socio-sanitaria e tecnico-scientifica. Il voto è avvenuto a maggioranza (astenuti Lega e 5Stelle).

“Era importante procedere senza indugi ulteriori e con convinzione all’approvazione di questo protocollo. – Afferma Giorgio Pruccoli, componente della Commissione e Consigliere Regionale”. – La permeabilità quotidiana dei confini tra sammarinesi e cittadini italiani rende necessaria la collaborazione di rete assistenziale con particolare riguardo verso i principi di solidarietà e integrazione tra i due sistemi. Ora il sigillo in aula nella prima seduta utile a fine gennaio”.

Fra le varie voci che compongono l’accordo, nell’ambito della fornitura delle prestazioni, sono previsti: ricoveri presso l’Iss (Istituto per la Sicurezza Sociale) di San Marino e strutture pubbliche e private del Titano per residenti in Emilia-Romagna e, viceversa, ricoveri di residenti sammarinesi in strutture pubbliche e private accreditate emiliano romagnole. Visite e prestazioni ambulatoriali a San Marino presso Unità operative pubbliche e private accreditate in particolare per prestazioni specialistiche che prevedono lunghi tempi d’attesa per gli emiliano romagnoli. I cittadini del Titano potranno, a loro volta, usufruire di visite e prestazioni ambulatoriali nel pubblico e nel privato accreditato. Previste anche attività di scambio nel settore del sangue, degli emoderivati e della medicina trasfusionale.

Per ciò che concerne la collaborazione tecnico-scientifica e amministrativa, si lavorerà in diversi ambiti. Fra questi: lo sviluppo di un Sistema informativo sanitario e socio-sanitario integrato con particolare riferimento a ricoveri e all’attività ambulatoriale; la Sanità pubblica con particolare riguardo alla sicurezza alimentare e alla prevenzione delle malattie infettive; la ricerca e la sperimentazione in ambito clinico e socio-sanitario anche in progetti finanziati dalla Unione Europea; accordi internazionali promossi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità; razionalizzazione della spesa attraverso sistemi d’acquisto centralizzati; sviluppo dei sistemi di gestione del personale e formazione dello stesso in tutti gli ambiti.

Il Protocollo, il quale nasce sulla base della Direttiva transfrontaliera Ue 2011/24 relativa all’assistenza sanitaria, diventerà efficace dalla data di sottoscrizione e avrà durata di cinque anni. Sarà istituita una Commissione congiunta per la verifica dell’attuazione.