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Approvato in Assemblea regionale il Progetto di Legge sull’edilizia

 

L’Assemblea regionale ha approvato il testo di Legge di iniziativa della Giunta per la “Semplificazione Edilizia”. “La Legge comprende norme per la semplificazione edilizia e delle pratiche inerenti quali, ad esempio, CILA e SCIA.– dice Giorgio Pruccoli, relatore del Progetto di Legge – e cerca di creare un rapporto più sereno e chiaro fra Amministrazioni e privati e maggiori facilitazioni in un settore, quello edilizio, particolarmente in difficoltà”.

Il testo di Legge regionale sulla “Semplificazione Edilizia”, approvato lo scorso 8 giugno in Commissione, aveva in precedenza passato il vaglio del Tavolo di coordinamento fra Regione, Comuni, Imprese e professionisti. Tra le altre cose prevede anche la possibilità di reiterare, prima che scadano, i termini d’inizio e fine lavori di un anno e di tre anni. “L’intenzione è di dare piú tempo ai privati ed alle aziende che non riescono a iniziare o finire i lavori nei tempi comunicati all’ente pubblico. Di solito succede perché sono in difficoltà economica e, ovviamente, chieder loro di pagare una seconda volta per una mancata tempistica, significa fargli abbandonare il progetto in corso.” – Spiega Pruccoli.

Altre novità: per ottenere i permessi di costruzione, sarà possibile chiedere la convocazione di una “Conferenza di Servizi” e poi ottemperare a quanto verbalizzato e richiesto in quella sede – “evitando così rimpalli burocratici tra Amministrazioni pubbliche e privati” – sottolinea Pruccoli. La modulistica necessaria per operare sarà ridotta e semplificata. Lo Sportello Unico per l’edilizia diventa interlocutore unico del cittadino e degli ordini professionali con compiti di controllo in tempi certi. Sarà possibile fruire dell’apporto di professionisti residenti anche fuori dal territorio comunale. Le pratiche edilizie viaggeranno su un’unica piattaforma digitale per la loro presentazione e gestione telematica. Alcune categorie di lavori precedentemente assoggettate, saranno esonerate dal costo di costruzione.

La Legge tiene anche conto di una risoluzione presentata in Commissione dallo stesso Pruccoli che impegna la Giunta regionale a chiedere allo Stato di promulgare una legge che, nel caso di piccoli abusi cronicizzati e in mancanza d’interesse pubblico, allinei la situazione di fatto a quella di diritto permettendo così di usufruire delle agevolazioni previste dalle nuove norme nazionali, soprattutto quelle inerenti alla sicurezza antisismica.

“Dopo il terremoto che ha colpito il Centro Italia – sottolinea Pruccoli – il Governo ha preso di petto la questione sicurezza antisismica predisponendo norme e incentivi che consentono agevolazioni tecniche, fiscali ed economiche. Si tratta del cosiddetto provvedimento “Casa Italia”. Con la mia Risoluzione vorrei che si evitasse quel che è giá successo col bonus sulle ristrutturazioni (50%) e sull’efficientamento energetico (65%) quando, per piccole difformità delle abitazioni rispetto al progetto originale, molti proprietari hanno rinunciato al bonus perché avrebbero dovuto pagare multe salate per microscopici abusi risalenti agli anni ’60 o ’70, quando non c’era l’attenzione odierna nel costruire e con gli stessi proprietari inconsapevoli di non essere a norma. Stiamo parlando di elementi architettonici non strutturali quali l’inesatta ubicazione di murature, di pareti interne, aperture e simili, non di grandi abusi edilizi, sia chiaro”.

“Questa Legge regionale – conclude Pruccoli – prova a dare una spinta al circuito dell’edilizia che, come ho detto prima, è in grande difficoltà e ha bisogno di tempi certi. Un settore che con la nuova legge urbanistica di prossima approvazione (settembre-ottobre) sarà sospinto ad intervenire quasi esclusivamente sul patrimonio edilizio esistente a tutela e salvaguardia del territorio. Anche da ciò deriva la necessità di un rapporto sereno e regole certe tra amministrazioni pubbliche e soggetti privati consegnando a cittadini e professionisti strumenti più chiari, univoci e veloci ma senza eccessive semplificazioni estensive da parte delle Amministrazioni”.

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