Nel pomeriggio di giovedì 8 giugno la Commissione consiliare Territorio dell’Assemblea regionale, ha approvato il testo di Legge per la “Semplificazione Edilizia” che sarà discusso in aula nella seduta del 20 e 21 giugno prossimi. La Legge comprende norme per la semplificazione edilizia e delle pratiche inerenti quali, ad esempio, CIL (che diventa CILA poiché Asseverata) e SCIA. Contestualmente è stata approvata una mia Risoluzione che impegna la Giunta regionale a chiedere allo Stato di promulgare una legge che, nel caso di piccoli abusi cronicizzati e in mancanza d’interesse pubblico, allinei la situazione di fatto a quella di diritto permettendo così di usufruire delle agevolazioni previste dalle nuove norme nazionali, soprattutto quelle inerenti alla sicurezza antisismica.

Dopo il terremoto che ha colpito il Centro Italia, il Governo ha preso di petto la questione sicurezza antisismica predisponendo norme e incentivi che consentono agevolazioni tecniche, fiscali ed economiche. Si tratta del cosiddetto provvedimento “Casa Italia”. Con la mia Risoluzione vorrei che si evitasse quel che è giá successo col bonus sulle ristrutturazioni (50%) e sull’efficientamento energetico (65%) quando, per piccole difformità delle abitazioni rispetto al progetto originale, molti proprietari hanno rinunciato al bonus perché avrebbero dovuto pagare multe salate per microscopici abusi risalenti agli anni ’60 o ’70, quando non c’era l’attenzione odierna nel costruire e con gli stessi proprietari inconsapevoli di non essere a norma. Stiamo parlando di una finestra spostata di pochi centimetri o di una terrazza che sporge di poco in più rispetto all’originale, non di grandi abusi edilizi, sia chiaro.

Data l’importanza che riveste il “bonus antisismico”, con la mia risoluzione si impegna la Giunta regionale a chiedere allo Stato di tenere conto di questa situazione nel momento in cui il Parlamento sarà chiamato a legiferare perché vi sia un rapporto più sereno e chiaro fra Amministrazioni e privati e maggiori facilitazioni in un settore, quello edilizio, particolarmente in difficoltà.

Il testo di Legge regionale sulla “Semplificazione Edilizia” approvato l’8 giugno in Commissione, del quale sono relatore, ha prima passato il vaglio del Tavolo di coordinamento fra Regione, Comuni, Imprese e professionisti. Tra le altre cose prevede anche la possibilità di reiterare, prima che scadano, i termini d’inizio e fine lavori di un anno e di tre anni. L’intenzione è di dare piú tempo ai privati ed alle aziende che non riescono a iniziare o finire i lavori nei tempi comunicati all’ente pubblico. Di solito succede perché sono in difficoltà economica e, ovviamente, chieder loro di pagare una seconda volta per una mancata tempistica, significa fargli abbandonare il progetto in corso.

Altra novità: per ottenere i permessi di costruzione, sarà possibile chiedere la convocazione di una “Conferenza di Servizi” e poi ottemperare a quanto verbalizzato e richiesto in quella sede evitando così rimpalli burocratici tra Amministrazioni pubbliche e privati.

Questa Legge regionale prova a dare una spinta al circuito dell’edilizia che, come ho detto prima, è in grande difficoltà e ha bisogno di tempi certi. Un settore che con la nuova legge urbanistica di prossima approvazione (settembre-ottobre) sarà sospinto ad intervenire quasi esclusivamente sul patrimonio edilizio esistente a tutela e salvaguardia del territorio agricolo. Anche da ciò deriva la necessità di un rapporto sereno e regole certe tra amministrazioni pubbliche e soggetti privati.