Interventi in Assemblea,  Politica,  Regione

8553 – Proposta recante: “Assestamento – Prima variazione generale al bilancio di previsione dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna per gli anni 2019-2020-2021”. (Delibera dell’Ufficio di Presidenza n. 39 del 25 06 19).

Grazie, presidente. Sarò molto sintetico, così come ho condiviso di fare anche in Commissione, dove recentemente questo assestamento dell’Assemblea legislativa è passato, perché si tratta semplicemente di consolidare un lavoro e dei concetti con cui abbiamo già familiarizzato in questi anni e quindi fondamentalmente di andare a estrapolare da questo assestamento i dati significativi e i dati che hanno un qualche valore politico.

Ci eravamo lasciati con l’approvazione del rendiconto, dell’ultimo rendiconto dell’Assemblea legislativa di questa legislatura e ci eravamo lasciati in data 11 giugno. Lì avevamo affrontato quella che era la consistenza del risultato di amministrazione al 31 dicembre 2018, che era pari a 5.355.195,31 euro.

Oggi ci occupiamo di cosa si va a fare con la quota di avanzo libero accertato e verificato, che è pari a 2.682.494,81.

Lo è oggi, ma lo era, come dicevo, in data 11 giugno perché lì abbiamo stabilito che questo era l’ammontare di tale cifra. Questo avanzo, questa quota di avanzo, è stato distribuito principalmente in un nuovo fondo di accantonamento, che poi dirò, e in spese di conto capitale.

La quota non utilizzata  per l’accantonamento né per le spese in conto capitale, invece, è stata restituita alla Giunta. Tale restituzione ammonta (lo si vede in Missione 1, Programma 1) a euro 1.789.913,81. Questo è il primo dato significativo, il primo dato che ha una qualche rilevanza politica, che quindi segnalo anche all’attenzione di quest’aula.

Mentre l’altro dato, che peraltro è anche una novità dal punto di vista concettuale, quindi non solo per il mutare della cifra che di anno in anno si verifica, è che per la prima volta abbiamo costituito un Fondo rischi da contenzioso, ed è un Fondo rischi da contenzioso che è stato costituito a seguito dell’approvazione della nostra legge regionale n. 4 del 30 maggio 2019, che ha rideterminato e riformato per intero l’istituto dei vitalizi, tra l’altro spostando addirittura la terminologia da assegno vitalizio a un compenso di modello retributivo.

Come sappiamo, per cui non lo sto qui a ribadire, abbiamo agito sulla scorta di un’intesa maturata all’interno della Conferenza Stato-Regioni, che a sua volta derivava da provvedimenti sia della Camera che del Senato, quindi di entrambi i rami del Parlamento, dove anche lì l’istituto evidentemente è stato completamente riformato e modificato sul modello contributivo anche prima di noi.

È chiaro che, anche se le notizie di questi giorni paiono positive da questo punto di vista, ma non sottovaluterei mai l’autodichia del Parlamento che questa Regione non ha, credo di poter dire che, nonostante tutto, il potenziale di esposizione di questa Regione a contenziosi permane e rimane, quindi con questo fondo ci andiamo a garantire e a tutelare davanti a eventuali ricorsi persi nei prossimi mesi, anche se evidentemente pensiamo che questo non debba avvenire e non possa avvenire. Ovviamente, crediamo anche che, dal punto di vista del principio, sia corretto quello che è stato il nostro agire.

Il fondo è stato costituito in 590.000 euro, che tecnicamente coprono tredici mensilità. Perché tredici mensilità? Perché c’erano da coprire tutte le dodici del 2020 e c’era anche da coprire, però, la mensilità di dicembre 2019, perché ricordo che dal  dicembre 2019 parte il nuovo sistema, perché questo aveva avuto sei mesi di franchigia prima di mettersi in moto.

L’ultimo dato che vi dico è che la quota complessiva di restituzione di avanzo alla Giunta regionale comprende la quota di risparmi definitivi derivanti dall’applicazione della legge n. 7/2017. La legge n. 7/2017 è quella che rimane in vigenza fino al 30 novembre 2019, che aveva parzialmente modificato, riformato ed era intervenuta sul contenimento della spesa relativa ai vitalizi secondo la loro vecchia istituzione. L’area di supporto agli organi istituzionali ha quantificato, in occasione del rendimento 2018, in euro 826.597,68 questo risparmio. Di fatto, poiché 300.000 erano stati anticipati con l’assestamento, alla Giunta regionale viene restituita per quella particolare somma esclusivamente la somma di 526.597,68, che è la differenza rispetto all’intero che ho citato prima.

Grazie.

Grazie, presidente.

Ahimè, vedo che il dibattito si è spostato completamente su un tema che sta dentro l’oggetto di cui stavamo parlando, ma vi si è spostato occupandolo integralmente. Mio malgrado ci devo tornare dopo aver ascoltato alcune cose.

Credo che il dibattito sulla riduzione dei costi della politica, sulla riduzione delle indennità, su tutti i tagli di cui vogliamo parlare abbia un senso solo ed unicamente se poi non si fanno altri danni, che sono moltiplicati, purtroppo per un fattore anche piuttosto alto, che sta perpetrando questo Governo ai danni della finanza pubblica. Non ha assolutamente senso andare a recuperare qualche goccia se poi dal tino escono quintali e quintali di liquido. Esattamente come sta succedendo nei conti pubblici di questo maltrattato Paese.

Credo che ci sia ben poco da vantarsi, da questo punto di vista, da parte del Movimento 5 Stelle, rispetto a quello che stanno facendo alla prova di governo. Cosa che invece credo che abbia una sua coniugazione regolare, intelligente e sana, nel momento in cui viene fatta in regione Emilia-Romagna, dove danni alle finanze pubbliche non se ne fanno e dove magari la sobrietà non l’abbiamo imparata da quando sono nati quelli del Movimento 5 Stelle, ma la conoscevamo già prima.

La sobrietà ha un limite: andrebbe ricordato che la sobrietà ha un limite, quello della dignità delle funzioni. Non mi riferisco tanto alla nostra, però io veramente mi vergognerei a parlare di tagli di parlamentari, quando sappiamo benissimo che tutti i territori hanno bisogno di un radicamento presso il Parlamento italiano,quando non ci sono la volontà e il coraggio di andare ad affrontare il tema vero, perché la spesa per i parlamentari è data da due fattori, moltiplicando il numero dei parlamentari per l’indennità.

E allora andate a ridurre l’indennità, non il numero dei parlamentari. Riducendo l’ entità delle indennità probabilmente se ne potrebbero fare anche di più, di parlamentari, perché ce n’è bisogno. E se uno che è qua da quattro anni e mezzo a fare il consigliere regionale non sa che c’è bisogno da parte dei territori di avere una rappresentanza politica, credo che abbia sprecato cinque anni della sua vita e quella dei cittadini che l’hanno mandato qua.

C’è bisogno di parlamentari, c’è bisogno di radicamento. I cittadini hanno bisogno di riferimenti. Non è diminuendo il numero di quei riferimenti che si salva il Paese, ma diminuendo semmai la spesa pubblica, in una logica complessiva di risanamento dei conti pubblici, non squassandoli. Questa è l’unica cosa che tiene il quadro complessivo.

È troppo ghiotta l’occasione per non dire che mondo sarebbe se non ci fossero i 5 Stelle. Purtroppo lei, presidente, mi ricorderà che ho poco tempo per raccontare a tutti quanto sarebbe bello il mondo, però in questo momento non è questo il tema che mi interessa. Anche perché, ho sentito tutta una serie di ricostruzioni di fantasia rispetto alla norma sui vitalizi in regione Emilia-Romagna. Non era semplicemente possibile farlo prima, perché non era una legge dello Stato. L’unica cosa che era possibile fare l’abbiamo fatta allora, e quando è diventata una legge dello Stato, ripeto, con tutti i rischi che ci siamo assunti nel frattempo, anche se noi non abbiamo l’autodichia del Parlamento italiano, abbiamo legiferato in coerenza con quello che ci è stato detto di fare.

Voglio però tornare a una cosa che io ritengo – anzi due cose, e poi chiudo  piuttosto vergognosa. Quando parliamo di costi della politica e andiamo giustamente a sottolineare quelle che possono essere le indennità dei consiglieri regionali e dei parlamentari non ci rendiamo conto che c’è necessità di aumentare quel tipo di spesa e faccio riferimento ai sindaci e agli amministratori locali. Noi siamo davanti a persone in questo Paese, ed è una cosa per la quale tutti quanti dovremmo chinare il capo, che per fare il sindaco o l’assessore nei propri Comuni si sono azzerate le indennità e stiano pagando. È una roba che in un Paese civile non si può sentire. Noi dovremmo affrontare la problematica  in maniera globale e non sempre con questa accetta forcaiola, come se fare politica, come se rivestire un ruolo pubblico fosse un privilegio promanato da chissà che cosa. Sono persone che ci mettono la faccia, ci mettono impegno e ci mettono tutto quello che hanno, spesso anche andando a subire dei danni – se volete, vi racconto un’esperienza personale – soprattutto per quello che riguarda l’aspetto previdenziale.

Nel momento in cui si fa uno sforzo di uniformità tra quello che è  il trattamento retributivo di chi sta nel mondo del lavoro e quello che è il trattamento retributivo di chi impegna il proprio tempo e la propria vita nelle Istituzioni, io credo che non sia ragionevole continuare a pensare di fare dell’eroismo puro per cui all’interno di questa Regione non c’è un minimo di copertura. Lo dico per la legislatura che verrà, perché per questa ormai è tardi, di cui non ho assolutamente né minimamente certezza di far parte, però è un tema che rimane aperto, che da questa legislatura deve transitare obbligatoriamente magari all’inizio della prossima, perché c’è una questione anche qui di dignità e l’ho già detto ed è infra regionale, infra Consiglio, perché non tutti qui siamo nella stessa situazione e questo è totalmente ingiusto ed è extra regionale tra la Regione Emilia-Romagna e tutte le altre diciannove perché non è possibile che le altre diciannove invece abbiano provvedimenti a favore di consiglieri che questa Regione, che ha le indennità più basse, ancora non ha.

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