Risoluzioni e odg

2998 – Pruccoli (PD) firma una risoluzione per assicurare assistenza spirituale e religiosa ai pazienti di ogni credo.

Stanze del Silenzio e dei Culti” in ogni ospedale della regione.

 

E’ la proposta di dieci consiglieri del Pd (primo firmatario Massimo Iotti), che hanno presentato una risoluzione per sollecitarne l’allestimento in spazi preesistenti di Ausl e aziende ospedaliere della regione, dunque senza grosse spese.

 

A firmare il documento anche Giorgio Pruccoli (PD).

 

I consiglieri firmatari ricordano che già in regione esiste una “Stanza del Silenzio”, realizzata con la firma del protocollo di intesa con 13 comunità religiose e non, presso l’ospedale Sant’Anna di Ferrara-azienda ospedaliero-universitaria.

 

Inoltre, le “Stanze del Silenzio e dei Culti” si raccordano pienamente con i contenuti tematici dei percorsi sanitari come il “fine-vita”, le cure palliative, la mediazione interculturale e più in generale con processi di umanizzazione delle cure, con la conseguente crescita delle competenze inter-disciplinari di professionisti sanitari, responsabili ed operatori dei servizi coinvolti.

 

I firmatari, infine, chiedono di individuare soluzioni in grado di assicurare, quanto meno in una prima fase, l’assistenza spirituale e religiosa ai pazienti di ogni confessione o credo religioso e di svolgere attività di informazione e promozione dei contenuti e dei valori dell’iniziativa e delle esperienze già in atto, presso le strutture di competenza regionale rivolte ai cittadini.

 

Di seguito il testo completo del documento.

 

 

Risoluzione

 

L’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna

 

Premesso che

 

Il quadro statistico nazionale, in piena analogia a quello regionale, ci fornisce un contesto socio-demografico con la presenza crescente di cittadini europei e non, appartenenti a differenti confessioni religiose,
così come il numero di non praticanti alcuna confessione;
Questi dati trovano analoga composizione nelle persone ricoverate
nelle strutture ospedaliere della Regione Emilia-Romagna;
Una variegata serie di studi ed analisi pubblicate mostrano che il
concetto di salute comprende anche il benessere psicologico e
relazionale dell’individuo e allo stesso modo la dimensione spirituale e
morale della salute;
Considerando irrinunciabile assicurare a tutte le persone ricoverate la
libertà di culto e assicurare a loro ed ai rispettivi parenti e conoscenti,
la possibilità di relazionarsi con un rappresentante della propria fede o
convinzione, specie nei momenti particolari della vita dovuti al ricovero
ospedaliero;
Il programma Triennale per l’Integrazione dei Cittadini Stranieri (art.3
comma 2 L.R. 5/2004) “Per una comunità interculturale” prevede quali
assi strategici del programma: Inclusione, Equità e Diritti,
Cittadinanza, Anti-discriminazione;
Le linee di indirizzo per la predisposizione ed attuazione del Piano
Programma 2015-2017 dell’Agenzia Sanitaria e Sociale indicano come
obiettivi fondamentali ”l’empowerment dei cittadini e la partecipazione
delle comunità nelle scelte e nelle valutazioni”;

 

Considerato che

 

Progetti sperimentali in tal senso si stanno muovendo a livello
nazionale, nella direzione di implementare procedure che tengano
conto delle differenze culturali e religiose e delle diverse modalità di
‘fine vita’, individuando nelle “Stanze del Silenzio” – oramai circa 12
avviate in Italia – l’esperienza più avanzata ed adatta alle finalità
spirituali e religiose, realizzate presso strutture ospedaliere di
eccellenza del nostro Sistema Sanitario Nazionale;
il dispositivo “Stanze del Silenzio e dei Culti” consiste, in sostanza, nella
messa a disposizione di uno spazio fisico all’interno degli ospedali a
disposizione dei pazienti, dei loro parenti e conoscenti e del personale
sanitario, per un momento di preghiera o meditazione e per i casi di
lutto: è il luogo fisico da cui si dirama, attivato dall’ URP o dal Servizio
di Mediazione Culturale, l’assistenza spirituale prestata, gratuitamente,
dai ‘ministri di culti’ non cattolici o dai responsabUi di associazioni
filosofiche, secondo un protocollo d’intesa e specifico regolamento di
gestione defini~o dalle Aziende Ausl o Ospedaliere;
risulta attivato un “gruppo nazionale di coordinamento” per le “Stanze
del Silenzio” con sede· a Padova che sta operando per elaborare linee
guida in materia, oltre allo svolgimento di attività promozionale
dell’iniziativa;
Ribadendo come un corposo sistema di norme internazionali e nazionali
già in atto, pone vincoli di garanzia per il diritto all’assistenza religiosa
nelle Istituzioni Sanitarie;
L’art. 38 della L. 833 del 23 dicembre 1978, prevede che presso le
strutture di ricovero del Servizio Sanitario Regionale sia assicurata l’
assistenza religiosa nel rispetto della volontà e della libertà di coscienza
del cittadino in quanto persona, e che a tal fine l’unità sanitaria locale
provveda per l’ordinamento del servizio di assistenza religiosa,
cattolica, d’intesa con gli ordinari diocesani competenti per territorio,
per gli altri culti, in accordo con le rispettive autorità religiose
competenti per territorio;
La L.R. Emilia-Romagna 12 dellO aprile 1989 “Disciplina
dell’Assistenza Religiosa nelle strutture di ricovero delle Unità Sanitarie
Loca/r’ prevede ai commi 2 e 3 dell’art. 1 che “il servizio di assistenza
religiosa ha il compito di assicurare presso i presidi di ricovero sanitari
e sociali del servizio socio-sanitario regionale, nel rispetto della volontà
e libertà di coscienza dei cittadini, resercizio della libertà religiosa e
radempimento delle pratiche di culto, nonché il soddisfacimento delle
esigenze spirituali proprie delle diverse confessioni, in conformità ai
rispettivi ordinamenti”; l’organizzazione del servizio e le condizioni e
modalità di svolgimento delle attività sono stabilite mediante apposite
intese – per l’appunto – di cui all’art. 38 della L. 833/1978″;
Esiste già in Regione Emilia-Romagna una “Stanza del Silenzio”,
realizzata con la firma del protocollo di intesa con le 13 Comunità
Religiose e non, in data 7 febbraio 2013 nel quadro del Progetto
Modernizzazione anno 2008 “Gestire le differenze nel rispetto
dell’equità: strategie aziendali e modelli organizzativi in RER”, presso
l’Ospedale Sant’Anna di Ferrara-Azienda Ospedaliero-Universitaria di
Ferrara, che può essere considerata come precedente esperienza
sperimentata;

 

Valutato che

 

La messa in pratica delle “Stanze. del S,ilenzio e dei Culti” non prevede
rilevanti investimenti, in quanto realizzabili all’interno di spazi e
strutture esistenti, non comportando locali e superfici significative, e
che in alcune esperienze nazionali le Comunità Religiose e Filosofiche
coinvolte hanno partecipato alla spesa fornendo arredi e oggetti
manufatti a tema liturgico, anche come segno dì volontà partecìpativa
da ricercare come un obiettivo dell’iniziativa;
L’implementazione di un tale meccanismo può rendere possibile la
costruzione di una rete efficace di relazione tra le Comunità coinvolte
e l’Istituzione Sanitaria, rivolgendosi agli agenti interni delle Comunità
e toccando i temi delicati, per tutti indistintamente e universalmente,
del dolore, della malattia e del lutto;
I significati impliciti dello strumento delle “Stanze del Silenzio e dei
Culti” si raccordano pienamente con i contenuti tematici dei percorsi
sanitari come il “fine-vita”, le cure palliative, la mediazione
interculturale e più in generale con processi di umanizzazione delle
cure, con la conseguente crescita delle competenze inter-disciplinari di
Professionisti Sanitari, responsabili ed operatori dei servizi coinvolti;

 

Impegna la Giunta Regionale

 

A valutare l’opportunità e l’operatività dell’iniziativa “Stanze del
Silenzio e dei Culti”, promuovendo presso i Responsabili delle
competenti Ausl e Aziende Ospedaliere della Regione progetti per la
concreta messa in atto delle installazioni;
individuare in ogni caso soluzioni in grado di assicurare, quanto meno
in una prima fase, l’assistenza spirituale e religiosa ai pazienti di ogni
confessione o credo religioso;
svolgere attività di informazione e promozione dei contenuti e dei valori
dell’iniziativa e delle esperienze già in atto, presso le strutture di competenza
regionale rivolte ai cittadini.

 

 

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