Interrogazioni e interpellanze

2340 – Pruccoli (PD) firma un’interrogazione per ricevere informazioni riguardo ad un rigassificatore al largo dell’Adriatico.

A quindici chilometri dalla costa Adriatica, in Veneto, al largo di Porto Viro (in un’area tra le Province di Ferrara e Rovigo), è collocato il rigassificatore Adriatic Lng, della società Terminale di Gas Naturale Liquefatto, operativo dal mese di settembre 2009.

 

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Considerando che l’impianto in questione si trova in una zona di grande valenza naturalistica e paesaggistica, è opportuno ricevere informazioni proprio per quanto concerne tale struttura. Tant’è che alcuni Consiglieri regionali, tra i quali Giorgio Pruccoli (PD), hanno firmato un’apposita interrogazione per chiedere alla Giunta:

 

– Quale modello di condivisione delle informazioni derivanti dal monitoraggio dell’impatto dell’attività del rigassificatore siano state adottate, al fine di coinvolgere i territori coinvolti e le relative Amministrazioni.

 

– Quali siano i risultati emersi dall’attività di indagine relativi al monitoraggio dell’alterazione dell’ecosistema marino e dei cicli riproduttivi della fauna ittica presente nell’area interessata.

 

– Quali accordi siano stati adottati col Ministero dell’Ambiente e la Regione Veneto al fine di garantire la tutela di un’area di grande pregio ambientale e naturalistico.

 

– Quale sia stato l’esito della richiesta di adozione di miglioramenti impiantistici finalizzati a minimizzare l’impatto ambientale, nonché di utilizzo di un impianto di raffreddamento a ciclo chiuso.

 

Di seguito il testo completo del documento.

 

 

Interrogazione a risposta scritta

 

La sottoscritta consigliera

 

Premesso che

 

A 15 chilometri dalla costa Adriatica, in Veneto, al largo di Porto Viro, in un’area tra le Province di Ferrara e Rovigo, è collocato il rigassificatore Adriatic Lng, della società Terminale di Gas Naturale Liquefatto, operativo dal mese di settembre 2009.

 

La capacità dell’impianto è pari a 8 miliardi di metri cubi di gas: sfruttata nel 2013 al 64 per cento, e nel 2014 al 54%, nel 2015 l’utilizzo del rigassificatore ha superato il 70%, con l’arrivo di 67 navi metaniere. Le navi arrivano prevalentemente dal Qatar trasportando gas liquefatto, oggetto di rigassificazione dell’impianto.
Sempre nel corso del 2015, il terminale ha immesso nella rete nazionale gasdotti 5,6 miliardi di metri cubi di gas contro i 4,3 miliardi di mc del 2014.

 

Preso atto che

 

Il rigassificatore, precedentemente in esercizio provvisorio finalizzato alla messa a punto degli impianti, è in esercizio definitivo dal 2014 e la concessione marittima ha scadenza nel 2050.
L’impianto ha avuto la prima Autorizzazione Integrata Ambientale nel 2009, ha una certificazione triennale in scadenza, la cui domanda di rinnovo è in attesa dell’emanazione dell’atto conclusivo da parte del Ministero dell’Ambiente.

 

È stata presentata inoltre al Ministero, nel novembre 2015, richiesta di modifica dell’Autorizzazione Integrata Ambientale dell’impianto offshore.

 

Evidenziato che

 

L’impianto di Porto Viro è collocato in un/area di grande valenza naturalistica e paesaggistica.
Nel tratto emiliano-romagnolo operano numerose imprese di pesca tradizionale e diversi impianti di acquacoltura di grande valenza economica e sociale.

 

Rilevato che

 

Preoccupazioni sono state espresse dalle associazioni di pescatori della zona, da amministratori locali e ricercatori, circa l’attività del rigassificatore e del suo impatto sull’ecosistema marino.
Studi denunciano il potenziale impatto negativo del processo di rigassificazione, per cui, quotidianamente, decine di migliaia di tonnellate d/acqua, introdotte da ovest, vengono impiegate nel processo di gassificazione e poi rigettate in mare a sud, con una temperatura inferiore a quella di partenza. La sterilizzazione dell’acqua, dovuta all’impiego di cloro nel processo di gassificazione, pone il tema dell’impatto sull’ecosistema marino, della produttività delle acque e della formazione derivati particolarmente tossici.
Il Ministero dell’Ambiente ha riportato, nel seguire l’andamento dei monitoraggi nel 2012 la comparsa di schiume in prossimità dello scarico a mare delle acque di scambio termico provenienti dal terminale di rigassificazione, in seguito a cui ha imposto delle prescrizioni finalizzate al superamento del fenomeno.

 

Dato atto che

 

La Regione Emilia-Romagna non è coinvolta nelle procedure relative ali’ Autorizzazione Integrata Ambientale, perché l’area interessata è in territorio veneto.
Nel 2013 la Regione Emilia-Romagna ha segnalato al Ministero dell’Ambiente le criticità costituite l’aumento del cloro attivo all’interno dell’acqua utilizzata perii ciclo produttivo, la consistente diminuzione della temperatura dell’acqua di processo, e la necessità di contenimento e recupero degli scarichi.
La Regione ha sollecitato il Ministero affinché venga garantita la tutela di un’area di grande valenza naturalistica e del suo ecosistema marino, della fauna ittica e in particolare dell’importante attività di molluschicoltura della zona.
La Regione ha chiesto che il Ministero condividesse con” le Regioni i risul”ti3tl delle attività di monitoraggio, ed ha assunto l’impegno di richiedere l’utilizzo dell’impianto di raffreddamento a ciclo chiuso, quale misura migliorativa sull’impatto ambientale.

 

Tutto ciò premesso e considerato
Interroga la giunta per sapere

 

Quale modello di condivisione delle informazioni derivanti dal monitoraggio dell’impatto dell’attività del rigassificatore siano state adottate, al fine di coinvolgere i territori coinvolti e le relative Amministrazioni.

 

Quali siano i risultati emersi dall’attività di indagine relativi al monitoraggio dell’alterazione dell’ecosistema marino e dei cicli riproduttivi della fauna ittica presente nell’area interessata.

 

Quali accordi siano stati adottati col Ministero dell’Ambiente e la Regione Veneto al fine di garantire la tutela di un’area di grande pregio ambientale e naturalistico.

 

Quale sia stato l’esito della richiesta di adozione di miglioramenti impiantistici finalizzati a minimizzare l’impatto ambientale, nonché di utilizzo di un impianto di raffreddamento a ciclo chiuso.

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