Questa mattina ho partecipato ad un incontro organizzato dal Com.it.es di San Marino in cui ho spiegato la Risoluzione che ho presentato in Commissione regionale, nella quale chiedo alla Giunta regionale dell’Emilia Romagna di impegnarsi nel chiedere al Consiglio Grande e Generale (il Parlamento monocamerale della Repubblica di San Marino) di tenere nella dovuta considerazione i due progetti di legge presentati al Consiglio dal Comites (l’organo che rappresenta gli italiani residenti all’estero) e che dovranno essere discussi dallo stesso.

All’incontro hanno partecipato anche Diego Renzi, presidente del Co.mi.tes San Marino, Alessandro Amadei, vicepresidente Co.mi.tes e, con un videomessaggio, Laura Garavini, senatrice del Partito Democratico eletta all’estero. Alessandro Amadei ha introdotto la conferenza stampa dicendo che: “Laura Garavini nel suo videomessaggio e da tempo si augura che le istanze del Co.mi.tes vengano prese in considerazione. Giorgio Pruccoli, che ha una lunga esperienza politica sul territorio e che, con la sua Risoluzione, chiede anche lui che le nostre istanze vengano esaudite. Il Comites – ha concluso Amadaei, è impegnato da anni nella difesa dei diritti degli italiani all’estero anche su invito di tanti cittadini sammarinesi che desiderano che la normativa sulla cittadinanza e sul voto venga riformata. Le nostre proposte, se promosse, porteranno ad un ammodernamento della materia. Il loro minimo comune denominatore è la volontà di integrare i cittadini italiani nella società sammarinese. Questo rilancerebbe gli ideali di democrazia proprio della Repubblica del Titano”.

Diego Renzi ha ringraziato per il sostegno dato al Co.mi.tes.: “che si basa sul volontariato e non ha soldi. E’ nato nel 2015 e tutti noi che lo componiamo siamo lavoratori. Notiamo che da parte dei cittadini c’è attenzione nei nostri confronti e mi aspettavo che, a questo punto, i due progetti di legge fossero già entrati in discussione. Non è così nonostante i tempi di legge si siano esauriti. Abbiamo chiesto un segnale di disponibilità anche ai Reggenti. La rinuncia alla cittadinanza italiana può essere una violenza nei confronti di chi si trova a subirla per vari motivi. E per me, la rinuncia forzata alla cittadinanza può configurarsi come un reato”.

Io ho sottolineato che mi rendo conto della delicatezza della situazione. La mia Risoluzione agisce nel rispetto della sovranità di San Marino e AUSPICA che vengano prese in considerazione le istanze del Co.mi.tes anche visti gli ottimi rapporti fra la Repubblica e la Regione in tanti ambiti. Credo che la Regione possa augurarsi che questi due progetti di legge vengano discussi, nella piena libertà del Consiglio Grande e Generale. La cosa che mi ha stupito è stato trovare il voto contrario in Commissione regionale da parte di una forza politica che ha come slogan “Prima di tutto gli italiani”. Francamente incomprensibile”.

Nei due progetti si chiedono: un abbassamento da 25 a 15 anni degli anni di residenza (di cui 10 di dimora effettiva) per chiedere la cittadinanza; un abbassamento da 15 a 10 anni per ottenere la naturalizzazione del coniuge e la possibilità di mantenere la doppia cittadinanza; l’estensione dell’elettorato attivo e passivo agli stranieri residenti a San Marino da almeno 5 anni.