Risoluzioni e odg

1775 – Pruccoli (PD) firma la risoluzione per un’accurata prevenzione di AIDS e HIV.

Una risoluzione per favorire una saggia opera di informazione, prevenzione e diagnosi di dell’AIDS e dell’HIV attraverso apposite campagne (già previste) e coinvolgendo tutti i canali che si riterranno utili per intercettare le diverse fasce della popolazione.
Il tutto includendo scuole, associazioni ed i gestori dei luoghi di aggregazione in iniziative di informazione rivolte ai giovani.
Questo l’obiettivo della risoluzione 1775, proposta da Nadia Rossi (PD) e firmata anche da Giorgio Pruccoli (PD).

 

Un documento, elaborato con una consapevolezza ben precisa, che evidenzia ancora di più l’importanza della prevenzione, in quanto: “Negli ultimi 20 anni, infatti, sono stati elaborati due tipi di farmaci: quelli inibitori della crescita del virus, in grado di prevenire o ritardare i sintomi iniziali del!’ AIDS, e quelli utili nel ridurre la trasmissione del virus da una madre affetta da HIV al bambino. Tuttavia l’AIDS è e resta una malattia grave per cui non c’è ancora cura o vaccino e con meccanismi di trasmissione piuttosto semplici, legati al contatto col sangue ed ai rapporti sessuali non protetti. Ecco perché la prevenzione è una questione di importanza mondiale, visto che gli oltre 33 milioni di ammalati ne fanno una vera e propria pandemia che causa oltre 2 milioni di decessi all’anno”.

 

Di seguito il testo completo della della risoluzione.

 

 

RISOLUZIONE

 

L’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna

 

Premesso che

 

Pochi giorni fa, nell’imminenza della 18° Giornata mondiale di lotta contro l’AIDS (r dicembre), l’Istituto superiore della Sanità ha diffuso i dati sulla situazione dei contagi in Italia nel 2014 3.695 persone hanno scoperto di essere Hiv positive un’incidenza pari a 6,1″nuovi casi di sieropositività ogni 100 mila residenti.

 

I dati, sostanzialmente stabili negli ultimi tre anni, collocano il nostro Paese al 12° posto nell’Unione Europea e l’Emilia-Romagna è, insieme a Lazio e Lombardia, e fra le regioni che hanno mostrato un’incidenza più alta con 400-450 nuovi casi per anno, fra cui aumentano i contagi attribuibili a contatto sessuale (92%). Il dato provinciale vede emerge Rimini al primo posto, con 11.4 casi per 100.000 abitanti, seguita da Parma (10.6), Ravenna (9.6), Forlì (S.6), Bologna (S.2) e, a chiudere, Ferrara e Piacenza, con 7.1 e 7.2 casi per 100.000 abitanti.

 

E’ tuttavia da sottolineare positivamente il fatto che i contagi riscontrati negli ultimi sette anni vadano scemando ed il ricorso al test per la diagnosi dell’infezione sia sempre più precoce, tanto che per la prima volta è in calo, nel 2014, il numero di persone che fa il test Hiv già in Aids conclamato o con il sistema immunitario fortemente indebolito, il che permette di attivare cure tempestive e più efficaci.

 

Evidenziato che

 

Sono diverse le iniziative e le di prevenzione e diagnosi precoce avviate in Emilia-Romagna, comprendenti sia iniziative straordinarie in occasione del 1 dicembre, sia interventi continuativi e strutturati quali la campagna informativa Proteggersi sempre, discriminare mai, avviata proprio in questo periodo dalla Regione e delle AUSL, alle quali sono stati destinati oltre 3 milioni di euro di finanziamenti per il prossimo anno, per sostenere la formazione degli operatori sanitari, degli operatori’ degli istituti penitenziari, la realizzazione di numerose attività informative ed educative ed il Numero verde regionale Aids e il sito web Help aids.

 

Si tratta di una importante rifocalizzazione dell’attenzione pubblica su un tema che, dopo la grande attenzione scientifica e mediatica degli anni ’80, era rimasto defilato rispetto negli anni ’90, in parte grazie anche alla sempre maggiore efficacia delle terapie messe a punto nel controllo dell’evoluzione della malattia.
Negli ultimi 20 anni, infatti, sono stati elaborati due tipi di farmaci: quelli inibitori della crescita del virus, in grado di prevenire o ritardare i sintomi iniziali del!’ AIDS, e quelli utili nel ridurre la trasmissione del virus da una madre affetta da HIV al bambino.

 

Sottolineato che

 

Tuttavia l’AIDS è e resta una malattia grave per cui non c’è ancora cura o vaccino e con meccanismi di trasmissione piuttosto semplici, legati al contatto col sangue ed ai rapporti sessuali non protetti.
Ecco perché la prevenzione è una questione di importanza mondiale, visto che gli oltre 33 milioni di ammalati ne fanno una vera e propria pandemia che causa oltre 2 milioni di decessi all’anno.

 

Impegna la Giunta

 

– Ad implementare l’opera di informazione, prevenzione e diagnosi attraverso le campagne già previste e coinvolgendo tutti i canali che si riterranno utili per intercettare le diverse fasce della popolazione.

 

– A coinvolgere le scuole, le associazioni ed i gestori dei luoghi di aggregazione in iniziative di informazione rivolte ai giovani.

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